20.7.09

Allattare? che tenerezza!!!

E' difficile descrivere che cosa componga la tenerezza dell'allattamento: se il gioco di sguardi, il calore dell'abbraccio, il placarsi del pianto della mia bimba.
Ho deciso di condividere con voi alcune parole con cui uno psicoanalista immagina che un bimbo pensi se stesso mentre allatta. Per me sono state un ottima immagine. Buona lettura.

"A un tratto il mondo si raccoglie. Diventa più piccolo, placido e dolce. Quel guscio protettivo allontana le vaste distese vuote. Tutto si trasforma. Affiora una vaga promessa. L'altalena delle pulsazioni dolorose si attenua. Anche se sono ancora lì, in agguato, pronte a scatenarsi di nuovo.
Da qualche parte, tra i confini e il centro stesso della tempesta, un'attrazione magnetica richiama a sè le cose. Due calamite si cercano, si toccano, per poi saldarsi strettamente.
Nel punto di contatto, inizia un nuovo ritmo veloce. Cavalca le ondate pulsanti della tempesta. Questo nuovo ritmo è avido e breve. Tutto si sforza di consolidarlo. Ad ogni pulsazione una corrente fluisce verso il centro. La corrente riscalda il ghiaccio. Raffredda il fuoco. Scioglie il nodo e placa la violenza delle pulsazioni finché queste non cessano del tutto.
Il nuovo ritmo assume un andamento placido e lento. Il resto del mondo si rilassa e segue la scia. [...] come una luce incantata, riportano in vita ogni cosa."
Daniel N. Stern Diario di un bambino
Da un mese a quattro anni, il mondo visto da un bambino. Milano, Mondadori, 1990 (tit. or. Diary of a Baby)

7 commenti:

  1. Ho conosciuto Daniel Stern personalmente. E' un anziano nonnino dall'aria tenera e dagli occhioni azzurri come il cielo. E' alto, magro, quando ti guarda tutto sembra tranquillo. Ha un grandissimo senso dell'ironia, e quella libertà dai pensieri e dalle teorie che solo decenni e decenni di esperienze professinali sono in grado di darti.
    E' una persona di grande spessore e cultura, ma che ti offre una relazione semplice e familiare. Quando parla dei suoi libri , dei suoi studi, e delle sue ricerche, mescola sapientemente l'enorme portata scientifica con la poesia, e ti emoziona. L'ho visto all'opera coi bambini, ed ha con loro una familiarità sorprendente.
    Lo chiami psicoanalista (coretto, lo è, è la sua specializzazione) ma è una di quelle persone che sa prendere il meglio da ogni disciplina e da ogni corrente di pensiero.
    Credo che sia un personaggio di enorme rilievo per la comunità scientifica internazionale, e nonostante i suoi superati 80 anni, è pieno di energia (vive in Europa, lavora a Boston, prende l'aereo come fosse un autobus, è sempre in giro per congressi). Gli auguro una vita molto lunga, per il bene suo e di tutti noi.

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  2. graZie Ondaluna per quello che aggiungi, mescolando, come spesso fai, esperienza personale e grande capacità. Penso anch'io che ci siano presenze importanti per la comunita' di tutti!
    a presto, s.

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  3. molto bello! grazie... lo linko su VereMamme, che ne dici?

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  4. Ciao. Mi piace il tuo blog. Perche' non vieni a registrarlo in MammacheBlog?

    http://www.mammacheblog.com

    Se vuoi, ti aspetto...
    ciao, Jolanda

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  5. @Flavia: certo, grazie mille!! sono molto onorata di partecipare a VereMamme.it!!

    @Jolanda: grazie di essere passata e dell'invito! in realtà pensavo di dovermi rodare un po' prima di iscrivermi ma intanto magari aspetto il rientro dalle vacanze, anzi le cacanze, come le chiama My!
    grazie, comunque, ci vediamo per agosto!
    a presto,
    s.

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  6. Questo libro mi fu suggerito da una bravissima (e aggiungo molto dolce) psicologa che lavorava nel reparto di neonatologia dove alla nascita di Leo lavorava anche il doc ( frequenti il mio blog quindi spero capisca il contesto). La sua sensibiltà e attenzione per la mia fragilità la portò quindi a mettermi tra queste pagine, che puoi portarti dietro per qualche anno.
    In questi gg leggo l'esperienza di allattamento delle varie mamme blogger e un pò mi fa male perché con risultati e durata variabili posso dire che per me non è stata una bella esperienza con entrambi i miei due bimbi. Ognuna porta dietro un proprio vissuto, il proprio carattere, le proprie aspettative. Un abbraccio, Silvietta.

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  7. Mamma Cattiva, che di cattivo hai tanto poco, anch'io spero che il libro mi segua per qualche anno. Il tuo è un commento dolcissimo.
    Sto allattando ancora, ma spesso vago di lettura in lettura sull'allattamento da un blog all'altro: fare i conti con le alghe del proprio vissuto credo significhi anche questo, masticare la propria differenza e unicità rispetto agli altri, pur rispettandone l'esperienza.
    ti auguro di fare pace con le non belle esperienze, credo molto nella ricchezza del "dopo".

    Grazie.
    a presto,
    s.

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