9.8.09

Dopo tanto leggere e pensare, il mio lungo outing sull'allattamento a richiesta ...

Come ho scritto qui, quando io e LaPulce siamo state dimesse dall'ospedale l'invito-ingiunzione-istruzione era di allattare a richiesta. Ero abbastanza informata – grazie al corso Preparto - e mi ero in qualche modo convinta del fatto che “La maggior parte dei bambini è pienamente in grado, basandosi sulla propria fame, di succhiare più o meno spesso e più o meno a lungo per ogni singola poppata.”(Ministero della Salute)
Convinta, cioè, che il neonato si autoregola.

... Questo non vuol dire che riuscissi ad esserne sempre consapevole, anzi, come scrive My varie domande mi frullavano in capo... “Ma no! il latte materno non è mai uguale a se' stesso, a volte più nutriente, a volte meno, lui si regola. Lui SA. Si' ma io no!!!! IO devo sapere!!! ogni quanto? e per quanto? ”....

Dopo sei mesi di esperienza, dopo aver superato fatica, dolori, ragadi e aver scoperto la tenerezza e la relazione che si crea con l'allattamento, credo di poter dire che nel mio caso, l'autoregolazione non ha funzionato.

Intendiamoci, il passaggio da uno stile di allattamento rigido ad orari ad uno stile di allattamento a richiesta è importante, è un bel cambiamento di mentalità sociale: Allattando a richiesta, infatti, continua il Ministero della Salute "la mamma riuscirà ad adeguare la propria produzione secondo le richieste del suo bambino, sempre che questo abbia la possibilità di alimentarsi quando vuole e si attacchi correttamente e quindi efficacemente al seno materno".

Senza dubbio, il fine del Ministero e dei siti di riferimento per la migliore gestione dell'allattamento materno (per i riferimenti, potete vedere sul blog di Silvia Mammaimperfetta o di Silvia e Serena Genitori Crescono) è quello di aiutare le mamme che vogliono allattare al seno e che, sviate dai pediatri con le "aggiunte" o da usi familiari - come biberon di acqua o tisane ecc., impediscono una frequente suzione del seno inibendo così la produzione di latte.

Però, per come l'ho vissuta io, l'allattamento a richiesta va benissimo se c'è qualche problema nella produzione di latte o se il bambino è particolarmente piccolo o pigro. Va benissimo come mentalità, come indicazione.

Ma - ad oggi – visto che oggettivamente posso ritenermi fortunata perché sono riuscita a produrre il latte necessario senza nello stesso tempo essere tormentata da una sovrapproduzione (leggetevi un po' la guida di Raperonzolo ) - nutro un po' di dubbi sulla modalità di massa con cui mi è stato proposto e che ho provato a seguire per un paio di mesi.

Per LaPulce, infatti, nata “in carne” e con appetito, la tecnica l'autoregolazione era più o meno così come l'ha genialmente descritta Tutto doppio +1 (peccato averti letta solo adesso, mi sarei risparmiata tanto nervoso!! per chi può, leggete tutto!):

L’allattamento a richiesta funziona così: tuo figlio piange, e tu per tutta risposta gli dai la tetta. Sempre.
Quello che non ti viene detto, ma che se sei un pò sveglia scopri molto presto, è che tuo figlio nell’arco della giornata piange un indefinito numero di volte. [...]
E in mezzo a tutte queste volte, può anche essere che pianga perché ha fame, o sete.
Tu ovviamente, salvo saltuaria e inattesa botta di culo, non capisci subito perché sta piangendo.
Quindi, appurato che non è sporco, fai ciò che ti hanno detto di fare: gli dai la tetta (e per sporco si intende che tuo figlio ha grosso modo raggiunto il peso specifico del piombo in prossimità di un buco nero, causa pannolino stracolmo di rifiuti organici/tossici).
Davanti a tale proposta, al neonato non resta che fare una delle seguenti cose:
a. ha fame, quindi mangia (poppante felice)
b. non ha fame, quindi non mangia (poppante non felice)
c. non ha fame, ma mangia lo stesso, così siam tutti felici e comunque con la crisi qui non si butta via niente (poppante diplomatico) ....

Nel caso mio e delLaPulce la mia inesperienza e la sua diplomazia hanno generato un cocktail poco felice...

... in pratica, finchè avevo le ragadi (che mi sono durate fino alla fine del puerperio, 40 giorni) e per sopravvivere al dolore cercavo di distanziare le poppate, di usare il ciuccio ecc., vivevo piena di sensi di colpa e di ansie (oddio, inibirò la produzione, cielo ma non starà crescendo ecc. ecc. - n.d.r. grazie al cielo MrWolf mi aiutava poichè è preziosamente razionale e ironico e la Pulce cresceva al ritmo di 250 grammi a settimana che rendevano la crescita praticamente visibile ad occhio nudo, per non parlare dei pannolini che bagnava ... e del numero di lavatrici!!, ma il senso di colpa .. restava). Quando poi le ragadi si sono rimarginate, e ho smesso l'uso dei paracapezzoli, anche vittima della suggestione dei balzi di crescita – per cui ad ogni pianto temevo di dover soccorrere un bisogno reale per una ulteriore crescita delLa Pulce, ho deciso di iniziare – finalmente?! - a praticare l'allattamento a richiesta e sono finita in un altro girone di sensi di colpa....

Perché l'allattamento a richiesta praticato come mi avevano detto si è rivelato, come più giustamente lo definiva mia madre, un allattamento su proposta.

Ogni volta che non capivo, che non sapevo ... voilà, tetta. LaPulce a volte mi guardava dubbiosa a volte ... faceva la diplomatica. Chissà che pensava...

Siamo andate avanti così un mese e mezzo.

LaPulce è passata dal 75° al 90° percentile e io avevo perso la capacità di fidarmi quando MrWolf mi diceva “esci, ci penso io a lei, per almeno due ore e mezza non ha bisogno di te”.

Mangiava così spesso che non riuscivo a crederci. E allora non uscivo o se uscivo, uscivo con l'ansia di tornare dopo un'ora, massimo, e se ritardavo (un parcheggio più lungo, un semaforo rosso...) rientravo in casa con una tale scarica di adrenalina da farmi pentire di essere uscita.... per trovare – spesso – LaPulce che dormiva B E A T A.

Quoto Serena: Tutto ciò l’ho vissuto come spesso fanno le donne, in modo conflittuale. Sentendomi in colpa per un’ora di libertà ritagliata un pomeriggio, e sentendomi una pessima madre per il fatto di volermela ritagliare quell’ora di libertà. E i sensi di colpa non aiutano.

Ripeto, sono stata fortunata perché non ho avuto problemi di produzione né LaPulce ha avuto problemi di crescita. Soltanto, i sensi di colpa, la pressione di dover essere sempre presente, sempre a disposizione mi hanno reso ancor più pesante la solitudine e l'allattamento (per trovare compagnia, mi leggevo Mammasterdam, l'intervista a Wonderland, lo speciale su GenitoriCrescono ....).

Perchè alla fine il fatto è che le norme e i suggerimenti per l'allattamento a richiesta funzionano per fare di te una “macchina da latte” ma non a costruire quella che per me era ed è la cosa più importante: una relazione tra due persone, me e LaPulce, fatta si, anche di nutrimento, ma anche della mia e della sua serenità. Sarò cinica, sarò egoista perchè il latte ce l'ho avuto e non ci sono dovuta passare – e chiedo scusa a chi si trova in una condizione diversa - ma ho sempre pensato che io, personalmente, preferivo il latte artificiale alla perdita della mia serenità. E tuttora non so se un biberon avrebbe davvero fatto sentire me, Silvietta, tanto più in colpa di questa prigione. O se le volte che l'ho consolata solo con coccole e ciuccio ho davvero danneggiato questa speciale relazione tetta-bimba. Certo, dipende da come sei.

Forse, vorrei essermi sentita libera di scegliere io il male minore per me, per noi.

Intendiamoci: credo che ci siano mamme e bimbi per cui l'allattamento a richiesta è bellissimo e senza dubbio utilissimo e vitale. E credo che chi non ha potuto scegliere e si è vista imporre in ospedale il latte artificiale è sicuramente stata più danneggiata di me.

Ma so anche che per me e LaPulce questo modello “dall'alto” è stato .. troppo.

Come ogni storia, c'è un lieto fine, una fine (anche se temporanea)... questa si è materializzata nella pediatra che -sentendo il mio disagio - mi ha consigliato ed aiutato (con il quotidiano sostegno di MrWolf) a passare da 9-10 poppate a 5, creando spazi e tempi perchè io e LaPulce giocassimo, riposassimo, passeggiassimo ... e soprattutto ci prendessimo il tempo per capire qual era davvero il problema o il disagio.

“Cercando di essere genitori perfetti, il cui bambino non si sente mai frustrato, a volte interpretiamo troppo presto i suoi bisogni, prima che abbia avuto il tempo di assaporare la propria sensazione. Attribuiamo significato al principio di un bisogno, con la conseguenza, magari, di privare il bambino dell'esperienza di provare davvero e appieno quella sensazione. Vogliamo proteggere nostro figlio, ma in realtà finiamo a volte per sottrargli la sua stessa esperienza. [...] Magari siamo incapaci di tollerare l'attesa, che consentirebbe sia al bambino sia a noi stessi di capire cosa è più vantaggioso. Non sappiamo dire “no” alla richiesta del bambino, ma nemmeno alla nostra interpretazione di quella richiesta.” Asha Philipps, I no che aiutano a crescere, 1999, Feltrinelli, Milano.

34 commenti:

  1. Io in gravidanza mi ero informata tantissimo, ero andata in consultorio, parlato con ostetriche, fatto tutto quel che potevo fare per cercare di allattare i bimbuli o, quantomeno, garantire una poppata alternandoli.
    Poi sono nati prematuri: terapia intensiva, incubatrice... ovviamente biberon.
    Io ho iniziato a tirarmi il latte con il tiralatte e piano piano la produzione aumentava...
    Quando i piccoli hanno raggiunto un buon peso, ho provato ada attaccarli ma niente da fare; troppo abituati al biberon loro, un male cane al seno io...
    Pianti e lacrime: decido di continuare a tirarmi il latte.
    Dopo 2 mesi non ce la facevo più: ad ogni doppia poppata seguiva il mio "tiraggio del latte"... praticamente la notte non dormivo...
    Ho deciso di smettere e di passare all'artificiale totalmente.
    Con pianti e lacrime, ovviamente.
    E ancora adesso, l'allattamento non riuscito è un punto non risolto per me.
    Ma per la mia serenità, e di conseguenza per quella dei bimbuli, penso di aver fatto bene...
    Scusa il commento lungo!

    Improvvisamente in quattro

    RispondiElimina
  2. è proprio cosi' come dici: la fanno tanto lunga e ci riempiono la testa perchè vogliono radicare una cultura contraria a quella in uso, radicata da cinquanta e più anni.
    però in questo modo creano "le fazioni", portano avanti degli estremismi e si fanno odiare, invece che capire.
    E' la stessa identica cosa sul parto naturale VS cesareo (ne so qualcosa credimi) e su n. altre cose.

    fra l'altro mi hai fatto venire in mente che io non ho dato il biberon a mio figlio mai, perchè avrebbe inibito l'allattamento, perchè ti ridono in faccia, perchè non lo devi nemmeno comprare, perchè la tetta è stata creata apposta etc etc etc
    poi a 3 mesi mio figlio ha cominciato a svegliarsi anche 10 volte in una notte, a lamentarsi tutto il giorno di un lamento continuo........ho provato a dargli il biberon di artificiale ma non riusciva a ciuccciare, così mi dissero: se avesse fame, mangerebbe! cresce, ha il tuo latte, per cui non gli serve nulla.
    E me lo sono tenuto 3 mesi così. In questo stato che ti ho descritto.
    Perchè se lo svezzi prima dei 6 mesi sei un Giuda.

    Poi, quando l'ho svezzato ha iniziato a sentirsi sazio, a sorridere e dormire.

    evidentemente la mia santa tetta non gli bastava ed evidentemente non essendo stato abituato a ciucciare al biberon non ci riusciva, nemmeno avendo fame.

    se ciascuno non si trincerasse dietro la propria "fazione", ma cercasse il bene di tutti, che altro mondo sarebbe!

    RispondiElimina
  3. @Silvietta: MENOMALE che te lo stai dicendo da sola.

    @My: non credevo (essendo io la Strega, che pensa sempre male) che avrei mai trovato dentro a questi blog una consapevolezza del fatto che nella pediatria esistono le MODE (mia madre, medico, mi cita sempre l'esempio clamoroso: muoiono in culla a pancia in SU, per decenni - poi: muoiono in culla a pancia in GIU'!!!) e che fra le mamme esistono le SFIDE (IO lo allatto al seno da un anno e mezzo, IO uso la tettarella anallergica bionica, IO ho SEMPRE dormito, IO non chiudo occhio finchè MIO FIGLIO ha BISOGNO di me...), cosa che da "fuori" si vede benissimo a occhio nudo. Certo esserci dentro è un casino e io non ho titoli per guardare dall'alto in basso le nottate di fatica e le preoccupazioni di far bene che può avere una neomamma, ma son contenta che qualcuno si renda conto che a volte sono più i genitori che si agitano che il bimbo che non cresce o soffre o è a disagio... E comunque, tu hai un modo di fare così semplice e rassicurante che quando resterò finalmente incinta la prima cosa che farò sarà chiedere il tuo numero di cellulare!!!!!!!!!!!!

    Complimenti a tutte (anche ad altre di cui non avrò ancora letto, ovviamente) perchè continuate a imparare e a condividere

    Strega Senzafigli

    RispondiElimina
  4. @Improvvisamente in 4: grazie di aver raccontato anche la tua faticosa avventura.
    Non posso dirti molto altro, se non che posso immaginare (anche se molto, molto lontanamente) quanto possa essere stato faticoso. Ma continuo a credere che quando si prende una decisione che ci fa essere più serene, lì stiamo facendo del bene. A noi e a chi ci sta intorno, compresi i più deboli.
    a presto, s.

    RispondiElimina
  5. @My, grazie di aver precisato il concetto, chiara e pulita come sai essere! Soprattutto, grazie per aver parlato di "fazioni", perchè di questo si tratta, alla fine, e sinceramente le trovo angoscianti. Però probabilmente è più facile riempire la testa di concetti piuttosto che aiutare le donne a crescere come mamme e renderle capaci di scegliere loro stesse quello che è meglio per loro e per chi hanno intorno.

    che mondo sarebbe.... già, altro che nutella! :-)

    RispondiElimina
  6. @ Strega: grazie, ma sai com'è, è abbastanza difficile farmi il lavaggio del cervello. :-D Ho provato, non ho condiviso e mi è sembrato corretto raccontarlo (una volta passato il grosso della rabbia - sono passati ormai quasi due mesi).

    Per quanto riguarda le Mode e le Sfide, è tutto vero e tragicamente presente. A volte penso che il problema sia che si va "a fortuna". A seconda di chi becchi. Per molti operatori che incontri, infatti, trattandosi "solo" di "un lavoro", la cosa più semplice è attenersi rigidamente alle tabelle, alle normative, alla moda corrente. Anche di fronte ai casi più evidenti, come quello che racconta My.
    Il brutto è che sarebbero proprio questi operatori quelli che dovrebbero vederti "da fuori" e invece sei tu a doverti fermare per osservare il tutto e provare a dire la tua, sperando di non dover lottare contro i mulini a vento .....

    RispondiElimina
  7. Allora...
    Premetto che ho avuto l'enorme fortuna di non soffrire a lungo per le ragadi, di aver avuto una montata lattea precoce e abbondante e un primo bambino nato grosso e che cresceva bene.
    Però... dopo aver praticato l'allattamento completamente a richiesta per le prime due settimane, ben felice di starmene in simbiosi col mio cucciolo e di consolidare la produzione di latte, mi sono resa conto che il mio adorato primogenito era un bambino che la Hogg avrebbe definito vivace, io senza dubbio infernale: dormiva 20 minuti per volta, non uno di più, di giorno e di notte, e piangeva moltissimo, agitando gambe e braccia, persino quando provavo a portarlo fuori nella carrozzina.
    Sarà che di carattere sono per il pensiero autonomo, sarà che riesco a rimanere razionale anche sotto pressione, sarà che, per vari motivi, volevo con tutte le mie forze che la maternità fosse un'esperienza vivibile e godibile... ma mi sono resa conto che fosse impensabile proporre la tetta in risposta a qualsiasi pianto (avremmo raggiunto le 20 poppate giornaliere) e così ho imparato a distanziare un po' per volta i pasti, senza che l'accrescimento e il pessimo carattere del piccolo subissero modifiche.
    Certo, ho dovuto sopportare pianti difficili da calmare, ore e ore trascorse camminando e cullando e, cosa in assoluto peggiore, le critiche, i consigli non richiesti e lo sguardo inorridito di chi, trovandosi fra le mani neonati decisamente più concilianti, riteneva me la responsabile del pianto del mio bambino.
    Sono passati i mesi, il mio vivace bimbo ha imparato a incanalare la sua energia in attività e versetti, ci sono voluti anni per dormire una notte intera, ma non credo che continuare a chiudergli la bocca con la tetta sarebbe stata una soluzione migliore.
    Come in tutto, credo che il buon senso debba guidare le mamme a cercare serenamente la soluzione giusta per sé e il proprio bambino, senza integralismi.
    Certo, bisogna avere anche la forza di accettare senza scoraggiarsi che il proprio bambino usi il pianto (strumento che sa essere veramente esasperante) come mezzo di comunicazione di necessità ed emozioni che possono anche non limitarsi alla fame ed al fastidio per il sederino sporco. E imparare ad ascoltarlo e comprenderlo. E sopportarlo.
    Scrivo queste cose forte delle mie due esperienze successive con bambini molto più facili: io mi sono comportata alla stesso modo, ma con loro è stato tutto più semplice e il compromesso fra allattamento a richiesta ed un minimo di regolazione oraria è stato molto meno evidente. Avessi avuto solo gli ultimi due figli, sarei pronta a giurare che i bambini sanno autoregolarsi.
    Invece l'unica cosa che sono pronta a giurare è che ogni neonato è diverso. Che ogni volta bisogna imparare di nuovo tutto. E che ogni mamma deve essere serenamente convinta di essere la mamma giusta per il proprio bambino.
    Scusa la logorrea...
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  8. Grazie per quello che hai scritto, non so ancora quale sarà la mia esperienza, ma mi sento fortunata a poter contare sulla vostra, e so che volendo posso provare a chiedervi...

    RispondiElimina
  9. Non sono nelle condizioni di commentare come vorrei ma mi prudono le dita, eccome se mi prudono. Ancora sono scossa dal commentaggio in casa Wonder che ha avallato definitivamente il perché abbia vissuto in solitudine i miei puerperi. Poi però riesco a distanziarmi, a leggere serenamente queste esperienze e mi ritrovo bene con la mia etichetta di mamma cattiva.
    Silvietta, fidati di te stessa. Sei unica.

    RispondiElimina
  10. @ Mamma in 3D. Grazie invece del bellissimo commento. Dove le parole ci vogliono, ci vogliono, soprattutto se sono meditate e ricche di così tanta esperienza (3d, mica per altro!!!)
    "E che ogni mamma deve essere serenamente convinta di essere la mamma giusta per il proprio bambino." dovrebbe venire scritto a caratteri cubitali sopra ogni consultorio

    grazie
    s.

    RispondiElimina
  11. @ Ondaluna. Speravo di fare in tempo a pubblicare prima che fosse ... "tardi"?! io ci sono, quando avrai bisogno. Ma soprattutto, cerca di convincerti che sei già la mamma giusta per la tua pupa.
    un abbraccio, a presto, s.

    RispondiElimina
  12. @ Mamma Cattiva:
    i tuoi commenti mi fanno sempre venire voglia di chiederti di più, di sapere di più...sei tremendamente interessante! mi spiace di essermi persa il carteggio da Wonder (dove, dove?), anche perchè il mio puerperio è stato in un bunker antiatomico e leggerei volentieri della tua esperienza!!

    la chiusura del tuo commento, mi ha commosso.
    ci penserò su.
    a presto, s.

    RispondiElimina
  13. Questa è la prova evidente che il blog di Silvietta è pronto a far parlare di sè...
    Sull'argomento specifico non aggiungo altro: ci hai citate talmente tanto che arrossisco! :)
    Le mamme oggi hanno bisogno di non sentirsi in colpa, di non correre dietro ad immagini di mamme perfette. Hanno bisogno di sapere che nutrire un figlio è un processo che dura tutta la vita: perchè iniziarlo con un allattamento sofferente e privo di serenità.
    Il classicissimo libro di Tracy Hogg "Il linguaggio segreto dei neonati" è fondato proprio su tutto quello che tu hai espresso nel post. E' una lettura che consiglio a tutte, non perchè contenga formule magiche o rivelazioni straordinarie, ma soprattutto perchè offre un modo di porsi nei confronti del proprio bambino e di se stesse che mi piace molto e mi sembra costruttivo.

    @Mammacattiva... nel commentaggio da Wonder mi sono tenuta in disparte perchè sono satura di diatribe su Estivill, ma come sempre tu hai provato a buttare li un po' di buon senso!! (Scusa Silvietta se ci incontriamo sempre qui da te, senza avvertire prima) ;)

    RispondiElimina
  14. Buongiorno a tutte! Cappuccino e cornetto per favore. Ma come non avete ancora insegnato ai vostri figli a portarveli a letto? ;))
    Intanto in questo scambio ho scoperto mammain3D e inforcherò gli speciali occhialetti per andarmela a leggere :)
    @Silvia gc - Bentrovata. Buon senso sì ma, la civiltà insegna, gli estremisti non hanno la capacità di ascolto.
    @Silvietta - Piano piano dirò la mia sui vari temi così mi conoscerai meglio. Il tempo è risorsa scarsa.

    RispondiElimina
  15. @ Silvia GC. complimenti, dovuti per il vs sito! e grazie per quelli che mi fai. E' stato un post "sofferto" e a lungo meditato, ma ne è valsa la pena. Ora sono anch'io più leggera. Hai fatto bene a nominare Tracy Hogg, anche il suo libro è rientrato alla fine di questo processo ma mi è sembrato giusto riservarle un post tutto per sè...
    come mi fa bene tutto questo depurarsi dai sensi di colpa....
    a presto, grazie. s.

    @Mamma Cattiva. Sarò paziente. Sono sicura che ne vale la pena, e che saprai sfruttare così bene il tempo da passarci solo delle vere "chicche"! ti attendo....
    grazie, s.

    RispondiElimina
  16. Questo articolo è bellissimo e vorrò rileggerlo ancora.

    Non sono una mamma 'a richiesta', perchè non è nella mia indole, e a causa di questo, nei primi tempi mi sono sentita dire (e scrivere) che sono una pessima madre e che mia figlia sarebbe stata un'infelice priva di amore.
    Ci ho pianto tanto, all'inizio. Ma tanto.

    Poi ho iniziato a misurare gli eventi con la felicità, mia e di mia figlia, e ho capito che era quella la mia strada verso una 'buona' maternità.

    Per quello oggi non sono stufa tanto delle mode, o degli offensivi commentacci anonimi, ma sono stufa delle 'madri infelici' (supertravirgolettato: non parlo di chi sta male, ovvio).

    Di chi cerca un rifugio nell'infelicità, perchè è così che si DEVE fare, a dispetto della propria persona e della propria vita.
    Perchè se soffri sei una buona madre e così tutti potranno vedere quanta dedizione c'è nella tua sofferenza.

    Col risultato che si rinuncia, così, al proprio 'stile' di maternità, lasciando fuori dalla porta la naturalezza, la gratitudine, la gioia, l'entusiasmo, la creatività.

    Credo che l'unica cosa che sta un po' mancando alla nostra generazione mammesca sia la 'leggerezza': siamo ultrainformate, ultraconvinte, ultraschierate... e ci dimentichiamo di ridere e di essere felici.

    Non so se è vero, se è relativo o se è una cavolata quello che penso.
    Ma credo che manchi, nella nostra maternità, una rete che oltre ad informarci, ci dia Amore, compassione e sostegno, dove la parola 'fallimento' possa essere semplicemente sostituita con 'scelta'.

    Che ne pensate?

    RispondiElimina
  17. Penso che la rete siamo noi!!!
    E che Mamma Felice ed io ci chiamiamo allo stesso modo ;)))

    RispondiElimina
  18. A volte penso di essere un po' "strana", o incosciente.
    Mia figlia ha passato i primi tre giorni di vita in terapia intensiva (piccolissimo problema, risolto felicemente), dove potevo entrare solo ogni 4 ore per allattare.
    Quindi niente allattamento a richiesta sin dall'inizio (e già qui verrebbe da chiedermi "se è così indispensabile, perché non concederlo? risposta dell'ostetrica: "in ostetrica e in terapia neonatale ci sono idee diverse in proposito", e vabbè).
    Tornate a casa ho continuato con l'approccio delle poppate regolari (riducendo da 4 a 3 ore)...risultato: figlia bellissima, regolarissima, felicissima. Ovvio che è capitato di "saltare" la poppata (se dormiva, col cavolo che la svegliavo) o di farne una in più, ma in genere abbiamo sempre rispettato gli orari con grande gioia di entrambe.
    Sarò strana ma non ho mai avuto sensi di colpa in proposito, perché vedevo che la mia piccola stavca bene. Il succo credo sia questo: riuscire a entrare in sintonia e adottare il metodo che più ci soddisfa ("CI", perché noi mamme non siamo mucche, e soprattutto perché la tetta non è l'unico modo per creare un legame o dimostrare amore, checcHé se ne dica in giro!)

    RispondiElimina
  19. aspirantemamma12/08/09 12:13

    PS: illuminante la lettura de "I No che aiutano a crescere", non trovi?
    Credo che insegnare a un bambino a far fronte alla frustrazione (senza esagerare ovviamente) del No o dell'attesa (se si parla di bimbi piccoli come i nostri, quando noi cattive li lasciamo piangere per più di 15 secondi prima di precipitarci al loro servizio)sia un messaggio quantomeno realistico.
    O forse sono una mammacattiva pure io..

    RispondiElimina
  20. Concordo sul valore dei NO, e anche sulle attese.

    Spesso vogliamo interpretare il pianto come una richiesta di aiuto: mamma corri subitissimo da me perchè io ti voglio.
    E forse questo ci gratifica anche un bel po', no?

    In realtà, secondo il mio parere, il pianto è semplicemente comunicazione.
    Non è necessariamente una richiesta di aiuto, nè di presenza al capezzale, nè una richiesta di dedizione totale.

    Una volta, quando facevo la baby sitter, la mamma del bambino (6 mesi), tornava a casa e mi diceva: ma ha pianto almeno un po'? Sapere che piange perchè gli manco, mi fa sentire meglio.

    Ecco.

    Io penso che occorra tanta onestà verso noi stesse: spesso è più semplice voler essere felici attraverso i figli, piuttosto che attraverso noi stesse.
    Ma per insegnare la felicità, bisogna viverla.

    E anche se sono noiosa e dico sempre la stessa cosa, io credo che il succo sia proprio solo questo: stare bene. Stare bene TUTTI INSIEME.

    RispondiElimina
  21. aspirantemamma12/08/09 14:41

    MF tu lo sai che la penso esattamente come te. Io credo che la mamma che accorre al primo UE (ma anche quella che permette al suo bambino di dormire SOLO nel lettone, o quella che allatta fino a 2 anni) lo faccia essenzialmente per autogratificarsi.
    Il che non è di per sé sbagliato (se si esclude il fatto che secondo me non è molto educativo, ma vabbè), ma si dovrebbe esserne consapevoli.
    Il più delle volte invece si sente dire il contrario: non allatti perché non ti va, la "costringi" a dormire nel suo letto perché vuoi goderti il tuo (manco fosse un crimine), la fai piangere perché ti scoccia consolarla.

    RispondiElimina
  22. @Mamma Felice e Aspirante Mamma: grazie del vostro passaggio. Mi avete scritto delle belle parole, dei bei pensieri, avete avuto un bellissimo scambio (con il contorno di Mamma Cattiva). Sono proprio grata che lo abbiate fatto qui e che qui resterà perchè io me ne ricordi.

    @ Mamma Felice: mi piace quando sottolinei la necessità di ricercare un proprio stile di maternità, in cui stare bene. Non ero ancora riuscita a leggere così questa mia esperienza ma mi sembra che così acquisti un rilievo particolare, che mi piace.
    Si, la ricerca di uno stile, sostenuta dall'aspirazione di una “felicità” di uno “stare bene” (anche allattando!) credo sia stata la ricetta magica, anche se non lo sapevo. Ma ora che ha questo nuovo nome mi sembra ancora più importante!

    @Aspirante Mamma: sono contenta di conoscerti e ti ringrazio tanto della tua testimonianza. Come dicevamo un po' di post fa con Silvia di Genitori Crescono a volte basta un incontro, un episodio a dare alla tua esperienza una via piuttosto che un'altra. Tu, però, hai tratto da quella che poteva essere una cosa negativa un dono bellissimo, sei davvero da ammirare!

    @ Mamma Cattiva: e questa rete ... ci piace tanto!! soprattutto ora che possiamo finalmente dirci in compagnia di tante altre mamme, come noi,... “felicemente cattive” :-)

    @Aspirante Mamma e Mamma Felice “I no che aiutano a crescere” è un libro bellissimo, che mi ha aiutato tanto a capire come certi “servizi” che sembrano dovuti, un regalo che fai al tuo bambino, sono invece regali che fai a te, e che possono insegnarli quello che non vorresti mai fosse la sua educazione!

    Ancora grazie a tutte, siete speciali. Grazie per avermi lasciato queste bellissime memorie qui.

    RispondiElimina
  23. Certi post avrei dovuti leggerli anni fa. Marco: intervalli di 20 minuti tra una poppata e l'altra per quasi dieci mesi (di inizare a mangiare altro non aveva affatto intenzione). Meglio con Luca, sempre a richiesta ma erano richieste accettabili.

    RispondiElimina
  24. Renata, grazie del tuo passaggio.
    Ammetto, io forse non avrei retto altrimenti,quindi scopro stupita chi, pur avendo tanti dubbi, è riuscita a tirare avanti. Mi sembra un gesto di grande amore.
    a presto,s.

    RispondiElimina
  25. Avevo letto questo magnifico post appena lo avevi scritto, giuro che non so perché non avevo ancora commentato (probabilmente sono stata interrotta da uno o più patopi urlanti, niente di più facile...). Come da citazione, di cui ti ringrazio, confermo che patop-X l'ho allattato sempre a richiesta, e i primi quattro mesi sono stati un delirio vero e proprio (di giorno, la notte è sempre andata abbastanza bene). Da un paio di mesi a questa parte invece sta andando benone, siamo pronti per uno pseudo-svezzamento! Come dicono mammain3D e le altre, non ci sono metodi validi per tutte le mamme e per tutti i bambini, con il mio terzo sto facendo l'esatto contrario di ciò che ho fatto con i gemelli (anche per una questione pratica, i gemelli sono stati mooolto più impegnativi!) e in entrambi i casi sono contenta dei risultati. Mia mamma proprio non concepisce questo "riadattamento" dei miei metodi, per farvi capire che tipo è lei: il primo figlio dopo due mesi e mezo non ha più voluto la tetta, così sia a me che a mio fratello piccolo a due mesi e mezzo ha smesso di allattarci, insomma, per par condicio... il problema è che io questa cosa da neonata l'ho presa malissimo... ma niente, lei dritta per la sua strada! Che dire, ognun per sè, ma non la sopporto quando mi rimprovera per come tiro su patop-x, sia per quanto riguarda l'allattamento, sia per il sonno, o per il fatto che uso la fascia più spesso del passeggino... anche ammesso che su certe cose abbia ragione, ma avrò ben diritto di essere mamma a modo mio?!

    RispondiElimina
  26. @ Tutto Doppio: grazie per il passaggio e i complimenti - che devi riservare soprattutto al tuo magnifico post! in realtà ti avevo rimesso il link perchè mi sembrava di percepire una certa stanchezza, anche una voglia di dire e dirsi "questo io lo faccio così", e allora volevo darti manforte.
    Credo che come ogni figlio è diverso, così con ogni figlio una mamma abbia il diritto di scegliere il proprio stile di comportamento, diverso dagli altri. Questo senza criticare tua mamma, avrà sicuramente avuto i suoi motivi,solo che all'epoca... niente blog!!!

    a presto ;-)

    RispondiElimina
  27. Sono padre da quindici giorni esatti. Non pensavo che avrei avuto parte tanto attiva nei primi momenti della nascita di mia figlia, ma la Stef (mia moglie) ha avuto un cesareo che l'ha messa fuori combattimento per una settimana. Così ho dovuto occuparmi della cucciolilla, fin da subito, più di quanto avrei mai pensato. In ospedale, prime poppate col mini biberon riempito di glucosato, cambi di pannolini e quant'altro. Ora siamo a casa, la Stef si è ripresa. Sta provando l'allattamento a richiesta, così ideologicamente convincente... Purtroppo stacca, quando la bimba è sveglia, un'ora al massimo. Si sente già stremata. Mentre lei allatta, io viaggio sul web per vedere se i dubbi sono solo nostri e per trovare qualche risposta... Sono approdato su questo blog. Mi ha colpito l'intelligenza dell'outing e dei commenti. Sì, l'intelligenza. Ci state aiutando a riflettere. Credo che tornerò a farti visita per le prossime partite che affronteremo come genitori. Per ora grazie. Bitzitu

    RispondiElimina
  28. @Bitzitu: intanto coraggio e forza, come leggerai in vari post a questi linkati, è un periodo duro, faaticoso, meraviglioso e miracoloso e .. passa ;-) incoraggia tua moglie a vivere la relazione con la cucciola nel modo che la/vi fa sentire meglio. Vedrai, troverete anche voi la vostra strada e sarà unicissima. Se posso permettermi, se potete, leggete il libro di Tracy Hogg. Un caro abbraccio e a presto Silvietta

    RispondiElimina
  29. Ciao è passato molto tempo da questo articolo chissà se lo leggerai.
    sono mamma di lorenzo da due mesi e mezzo.
    è nato prematuro ma solo di tre settimane e con l'ittero..quindi ha iniziato in osp con il latte artificiale e ovviamente per me era un dramma..a casa però con molta pazienza sono riuscita a impostare l'allattamento materno e in due mesi è arrivato al 95 percentile..da due chili e sette a sei chili e duecento in due mesi!
    tuttavia non passa giorno che io non sia in ansia per il latte..ne ho abbastanza..oddio devo tornare a casa..non mi va di allattarlo fuori..poppate difficili tipo stacca-attacca...insomma un incubo..e spesso desidero anch'io passare al biberon..oltretutto con l'allattamento a richiesta è facile scambiare ogni pianto per fame..lorenzo è molto regolare e rispetta da solo le tre ore ma da quando ha coliche e lieve reflusso sembra voler mangiare di più...invece ho scoperto che le coccole lo calmano e il pianto cessa, e il rigurgito gli viene proprio perchè mangia troppo!!!altro che auto regolazione..nel dubbio mangia!!!
    oltretutto direi ai cari pediatri di informarsi meglio sull'allattamento perchè il figlio non è loro, non lo devono gestire loro e non sono loro a fare i conti con le frustrazioni delle mamme!
    Un caro saluto
    Chiara

    RispondiElimina
  30. @cara Chiara: hai ragione, è passato molto tempo, per me, ma non per le mamme che come te si trovano da pochi mesi a fare i conti con il rapporto con l'allattamento: per quanto un'esperienza sia ben riuscita, come la tua, i sensi di colpa e l'incertezza non aiutano proprio nessuno! sono contenta e ti ringrazio della tua "fresca" testimonianza: parlarne ancora aiuta a non "ingoiare" nel silenzio quanto si matura anche in quest'esperienza. spero che qualcuno passi e tragga anche dalla tua esperienza un po' di confonrto ... grazie! silviettta

    RispondiElimina
  31. Devo dirti solo una cosa: GRAZIE! Grazie per farmi vedere che non sono sola nel cercare di capire quel che cerca di dirmi mio piccolo... Ormai dopo 4 mesi e peso raddoppiato - suo, perché mangia talmente tanto che non faccio in tempo di tenermi le calorie haha - mi sento (un pò) più sicura delle mie scelte; una delle quali è stato l'allattamento strict, perché non mi è mai sembrato giusto offrire cibo a mio figlio al primo "eh". Ma i sensi di colpa... "Avrà fame? Gli sto privando del mio latte perché penso che possa stare per 3 ore senza mangiare?" Ma per certi versi sono i sensi di colpa a farci mamme, non so spiegare ma vedo anche come una cosa positiva, che ci fa sopravvivere e cercare sempre il meglio per i nostri piccini. Tanti auguri per il nuovo anno, ormai una nuova fase della vostra vita - dal 2009... Fernanda

    RispondiElimina
  32. @Fernanda: grazie a te, di aiutarmi a rileggere le cose scritte tanto tempo fa nell'ottica di essere utile a qualcuno ancora oggi... e complimenti per il modo positivo con cui interpreti i sensi di colpa! è vero, possono essere veramente il modo per cercare sempre il meglio. auguri anche a te per questo vostro nuovo anno! silvietta

    RispondiElimina
  33. Ciao silvia, ho scoperto da poco il tuo blog,ma già lo adoro! Mi piace il tuo modo di leggere le cose e di raccontarle...Ho una bambina di 11 mesi e per me l'allattamento non è stata una bella esperienza, ma un incubo. Sono tanto arrabbiata perchè odio gli estremismi, le situazioni sono diverse per ogni mamma e per ogni bambino e bisognerebbe avere l'umiltà di ricordarlo! Ho partorito con cesareo d'urgenza e non per questo mi sono sentita meno mamma(come amano ripetere in tanti) ed ho allattato solo per un mese e mezzo, perchè il dolore al seno era terribile, mi sentivo come se mi rosicchiassero, anche tra una poppata e l'altra e piangevo sempre. Credo che un bambino abbia bisogno soprattutto di una mamma serena ed il post parto è già difficile di per sé, senza che le mode del momento lo rendano ancora più doloroso. Scusa la lungaggine...un caro saluto

    RispondiElimina
  34. @Tiziana: qui la lungaggine è ben accetta e benvenuta. in effetti non riesco mai a parlare poco di certi argomenti. è benvenuto il tuo disagio, la tua richiesa di umiltà a chi ti sta di fronte e la tua ribellione. non hai allattato "solo" un mese e mezzo. hai allattato un mese e mezzo punto. avrete una vita per stare assieme, figurati come si stempereranno certi ricordi! così come il cesareo: che brutta cosa ripetere che qualcuno è meno mamma.. de che? sii serena, ci sono tanti posti in rete dove ritrovare serenità rispetto a come si vivono certi commenti, rinsaldarsi e tornare a testa alta di fronte ai dispensatori di commenti e consigli non richiesti (leggi qui http://genitoricrescono.com/libera-i-tuoi-demoni/ )
    grazie e torna quando vuoi

    RispondiElimina

I tuoi commenti sono molto importanti per me, grazie per quello che scriverai!

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails