29.7.09

Ancora dei pannolini lavabili: dall'organizzazione del lavaggio alle valutazioni

Vi ho lasciate raccontandovi come ho scelto i pannolini lavabili e come li uso. Ora viene la parte più scabrosa (astenersi stomaci deboli): l'organizzazione del lavaggio e casalinga.

L'organizzazione del lavaggio e la gestione degli odori

In un mondo perfetto, il fasciatoio sarebbe accanto a lavatrice, wc e secchio, risparmiandomi un giro ... In sostanza, ogni tot di tempo (spesso, un'ottima cosa da fare tenendo LaPulce in braccio mentre fa il ruttino), prendo la bacinella e divido il "carico": pannolini e inserti nel secchio, raccattapupù nel wc o nella spazzatura (quelli solo "bagnati", si asciugano e ritornano "inodori").

Per gli odori, invece, dei pannolini - soprattutto i primi mesi, quando la cacca è tanta e tanto liquida (adesso, con le pappe, per noi è tutto molto più facile) - ho notato che lasciandoli a bagno con il detersivo per la lavatrice ed eventualmente dell'aceto l'odore si annulla.
In alcuni momenti particolari (terzo quarto mese, non chiedetemi perchè), a volte, ho preferito risciacquare a mano alcuni pannolini.
In generale, la porta del bagno resta chiusa. Ma credo sia superfluo dirlo :-)
Un giorno si e un giorno no, faccio la lavatrice per il cotone a 60° (dopo averli strizzati con i guanti), spesso aggiungendo asciugamani o altro cotone bianco. Ecomamma è stata molto più precisa nel descrivere come lavare correttamente i pannolini lavabili, quindi vi mando direttamente da lei.

Volete sapere se questo lavoro è fastidioso? A volte, ma non è molto diverso dalle sensazioni che ho provato usando gli usa e getta: purtroppo, anche se è pupù santa delLaPulce puzza lo stesso tantissimo - com'è logico aspettarsi da una dieta esclusivamente a base di latte ....
Come regola personale e familiare, aggiungerei, non siamo mai stati rigidi, abbiamo sempre tenuto almeno due o tre usa e getta come riserva e per alcune occasioni.

In viaggio
Siamo stati via da casa già tre volte per periodi da una settimana a 10 giorni: due volte ci siamo portati via i pannolini lavabili (almeno 10), una volta, siamo partiti solo con gli usa e getta e i due pannolini lavabili notturni (ma prendevamo un aereo).
Gli unici fattori discriminanti che considero sono la presenza di una lavatrice funzionante, il volume (i lavabili occupano tanto spazio nel bagaglio) e un minimo di pianificazione per riuscire a stenderli in tempo utile.

Pregi e difetti per LaPulce
LaPulce ha dimostrato di essere abbastanza tollerante a tutte le soluzioni, anche se a lungo andare gli usa e getta (credo per via dello strato che trattiene l'umidità) le irritano la pelle.
In questi casi, le metto tanta crema, la faccio giocare nuda (su un tappeto plasticoso) e mi attrezzo per asciugare!
Quest'attività la tengo anche spesso presente per farla muover un po' senza i pannolini lavabili, che sono particolarmente grossi - soprattutto per le piccole dimensioni dei primi mesi - difetto che però tende a svanire con la crescita delLaPulce e, ovviamente, di tutti i bambini (anche se non me la sento di lanciarmi in affermazioni generaliste).
I pannolini notturni sono ottimi per la notte (appunto!), secondo me perchè oltre a non irritare la pelle, tengono LaPulce in una sorta di abbraccio.

Last but not least, dicono che i bambini, sentendo di più il bagnato con i pannolini lavabili, tendono a imparare prima a stare senza e a spannolinnarsi da soli. Speriamo.... diciamo che rispetto a questo, sto soltanto investendo, ma non ho ancora le prove.

Spero di aver dato un quadro generale dell'organizzazione che ci siamo dati per questo aspetto della cura delLa Pulce.

Riprendendo il post sul Primo mese e il senso di alcuni commenti, voglio ribadire che non sono una fanatica dell'uno o dell'altro approccio, ma soltanto sottolineare che quella che poteva essere una scelta faticosa si è rivelata invece una splendida risorsa anche per me, un modo per affrontare l'ondata d'urto del primo mese appoggiandomi a un piccolo gesto quotidiano tanto salutare per la mente.

28.7.09

Ancora dei pannolini lavabili: dalla scelta all'organizzazione del cambio

Nel post precedente accennavo al fatto che la gestione dei pannolini lavabili, nel mio caso, non ha rappresentato un onere in più quanto un'occasione di mantenere una sana piccola quotidianità.

Provo ora, per rispondere alle domande che mi fate nei commenti, a descrivere come ho organizzato questa quotidianità, che mi ha fatto e fa tuttora tanta "compagnia" (anche se, per fare onore a Mamma Cattiva, devo ammettere che preferirei 10 libri in più sul comodino, ma c'è tempo e tempo...).

La scelta e l'acquisto
Le motivazioni per decidere di usare i pannolini lavabili sono già state descritte: economia, ecologia, salute. In dettaglio, sul web se ne occupano il sito pannolini lavabili e ecomamma. A me ha aiutato anche molto la lettura del post che canneoryfamily ha dedicato al riguardo (anche se critico) e di tutti i commenti.
Una volta imbarcati nell'avventura occorreva però scegliere marca e modello. Non ho più la tabella in excel con cui facevo il confronto, ma ricordo che alla fine ero indecisa tra questo sito e quest'altro.
A fare l'ultima scelta è stato però il caso: i pannolini lavabili sono
stati l'unico acquisto fatto prima della nascita delLaPulce (tutto il resto, grazie al cielo e grazie a generosi amici e parenti, è stato ricevuto in prestito) e ci sono stati regalati. Chi ce li ha regalati è potuto andare direttamente al negozio di Bologna della Popolini per osservare i materiali e la praticità dei modelli.

Ho scartato come idea i "tutto in uno" perché più lenti ad asciugare (da noi fa freddino) e più costosi, e mi sono orientata verso i prefold. In sostanza: mutandina impermeabile, pannolino, inserto e carta ecologica "raccattapupù". Grazie alla generosità di chi ci ha fatto il regalo, ne ho ricevuti 20 e ho potuto provare 3 modelli.


U
ltrafit - il modello "base", ottimo. Viene venduto un kit già pronto con 8 pannolini da giorno e 2 da notte, tutti e 10 con il loro inserto. Asciuga veloce.
Onesize - un bel modello, con i bottoni, molto facile da usare.
Panda - il modello più morbido ma anche quello con cui mi sono trovata peggio perchè il velcro, più morbido, ha smesso da subito di funzionare.

L'utilizzo dei pannolini e il momento del "cambio"
Quando leggevo che per cambiare LaPulce avrei dovuto usare 4 pezzi invece di 1 ero molto spaventata. Mi dicevo: ma ce la farò? Avrà senso?

Provo quindi a descrivere nel dettaglio che cosa accade in casa mia.
Apertura della tutina e del body, come da copione.

La mutandina in microfibra, impermeabile, si chiude con il velcro. Si cambia raramente e quindi, al momento del cambio resta "sotto" il sedere delLaPulce, aperta a triangolo. Come se la pulce avesse già le mutandine, tutto qui. (uno strato in meno)

Si apre quindi il pannolino, si toglie il foglio di carta biologica "raccattapupù", che si butta, si tolgono pannolino e inserto,
si pulisce LaPulce e si riparte.
In sostanza, aperta la mutandina, io inserisco un "trio" che ho già preparato: pannolino, inserto e raccattapupù. Il "trucco" è stato imparare a stendere per l'asciugatura ogni pannolino vicino ad un inserto, così da mettere nel cassetto del fasciatoio i due pezzi già montati (ed ecco spiegato come si possa facilmente fare un cambio con 4 pezzi).
A lato del fasciatoio, tengo una bacinella in cui metto i due pezzi divisi: da un lato i raccattapupù (spesso piuttosto spiacevoli da maneggiare) e dall'altro i pannolini da lavare.
In un mondo perfetto, avrei il fasciatoio in bagno. Nel mio caso, è in camera delLa Pulce, quindi ogni volta che riesco devo portare la bacinella in bagno dove avviene la distribuzione: cacca nel wc, pannolini nel secchio (in attesa della lavatrice).

A breve, l'organizzazione del lavaggio e la gestione degli odori.

20.7.09

Allattare? che tenerezza!!!

E' difficile descrivere che cosa componga la tenerezza dell'allattamento: se il gioco di sguardi, il calore dell'abbraccio, il placarsi del pianto della mia bimba.
Ho deciso di condividere con voi alcune parole con cui uno psicoanalista immagina che un bimbo pensi se stesso mentre allatta. Per me sono state un ottima immagine. Buona lettura.

"A un tratto il mondo si raccoglie. Diventa più piccolo, placido e dolce. Quel guscio protettivo allontana le vaste distese vuote. Tutto si trasforma. Affiora una vaga promessa. L'altalena delle pulsazioni dolorose si attenua. Anche se sono ancora lì, in agguato, pronte a scatenarsi di nuovo.
Da qualche parte, tra i confini e il centro stesso della tempesta, un'attrazione magnetica richiama a sè le cose. Due calamite si cercano, si toccano, per poi saldarsi strettamente.
Nel punto di contatto, inizia un nuovo ritmo veloce. Cavalca le ondate pulsanti della tempesta. Questo nuovo ritmo è avido e breve. Tutto si sforza di consolidarlo. Ad ogni pulsazione una corrente fluisce verso il centro. La corrente riscalda il ghiaccio. Raffredda il fuoco. Scioglie il nodo e placa la violenza delle pulsazioni finché queste non cessano del tutto.
Il nuovo ritmo assume un andamento placido e lento. Il resto del mondo si rilassa e segue la scia. [...] come una luce incantata, riportano in vita ogni cosa."
Daniel N. Stern Diario di un bambino
Da un mese a quattro anni, il mondo visto da un bambino. Milano, Mondadori, 1990 (tit. or. Diary of a Baby)

16.7.09

Allattare? che dolore!!!

Allattare mi ha fatto venire, da subito, due ragadi, il cui dolore si è unito e sovrapposto a quello dell'attacco (tipico delle primipare, dicono).

E' vero ed è sicuramente giusto dire che la comparsa delle ragadi dipende in gran parte dall'attacco del bambino.
Ma .. permettetmi uno sfogo personale: una volta che una mamma si è fatta controllare da 10 diverse infermiere del nido che hanno verificato la correttezza dell'attacco, continuare a dirle, quando chiede consiglio e aiuto, che "il bambino sarà stato attaccato male", significa lasciarla ancora più sola, con il suo male, a chiedersi dove ha sbagliato.

A quanto pare, non c'è mai male abbastanza grande che non possa essere condito con un po' di sano
senso di colpa.

Forse, sarò io
sbagliata, senza questo senso di colpa e senza l'idea, inculcatami al corso preparto, che le ragadi passano da sole, non avrei aspettato 15 lunghissimi giorni (150 poppate a destra e 150 a sinistra) prima di farmi aiutare a usare i paracapezzoli e a trovare una crema che non mi desse allergia.

L'unica certezza che ho è che come tutte le esperienze di
dolore vissute insieme ha reso me, MrWolf e LaPulce più uniti e più forti. E che, con i paracapezzoli, anche le ragadi più estese, si rimarginano.

Allattare? che fatica!!!

Questo post è un omaggio alle mamme bloggers.

Come scrivevo nell'altro post, complici i dolori e i malesseri tipici del post parto, non ho iniziato ad allattare spinta dal sacro furore materno, ma quasi più per il fatto che veniva dato per scontato e che avrebbe fatto bene allaPulce.

Le prime due settimane l'adrenalina mi ha trasformato in una SuperDonna. E soprattutto, continuavo ad andare avanti dicendomi che prima o poi il male ai capezzoli durante la suzione sarebbe finito, e che ce l'avrei fattta (Poi Passa, ha scritto Elasti-)

Poi.
Poi una notte, il sangue.
Poi i capezzoli spaccati da due aperture a mezza luna.
Poi il crollo.

Non ne potevo più. Del dolore 10 volte al giorno per un'ora. Delle telefonate in cui mi dicevano "la bambina cresce, quindi devi solo sopportare e lasciare il seno al vento, passerà". Del vagare per casa intontita dalla stanchezza, dal dolore, sgorgando latte come la DeaKalì. Della ricerca di spiegazioni per le ragadi e di sentirmi rispondere "è il bambino attaccato male".

E ho capito che resistere non era sufficiente.
che stavo perdendo con la Pulce la possibilità di vivere con dolcezza anche i nostri primi giorni insieme.
che dovevo chiedere aiuto.
Sono tornata al post di SilviaMammaimperfetta sulle dimissioni e ho chiesto aiuto nell'unico posto in cui sapevo di poter trovare risposte non scontate alle mie domande.
E' così è stato.
I commenti delle mammebloggers mi hanno sostenuto, nutrita, consolato, assolto, incoraggiato, dato fiducia e speranza che un giorno allattare sarebbe stato solo tenerezza (tanto che Valentina si è sentita addirittura di raddoppiarla!).

Silvia, come sempre, ha saputo anche donarmi un pizzico di magica emozione da conservare per tutto il puerperio
"
Devi trovare un tuo equilibrio di serenità. Ma non stare nel guscio solo in attesa che tutto passi, stai anche in ascolto del miracolo che hai tra le braccia."

E così, grazie a Silvia, Flavia, Viviana, My, BStevens, Vale, Itmom,
alla fine, la fatica è passata davvero!


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