30.8.09

Intuizioni e talenti a servizio. Per essere contenta di come sono.

Questo post è stato covato e coccolato un po' di tempo, da quando ho letto questo articolo di Flavia (e anche un po' questo).
Non dirò nulla di nuovo per le Mamme nate da più tempo di me (e probabilmente anche alle altre! e a tutte le persone a contatto con la propria creatività), ma in questo particolare momento, con la ripresa del lavoro e i ritmi più serrati, ho la necessità di riflettere sulle mie emozioni e il mio temperamento (leggo e rileggo gli articoli di Silvia e Serena) e forse, va là, anche riconoscermi qualche talento in più rispetto a qualche mese fa.

Quindi, è un post per non dimenticare.
.. che si possono seguire le proprie intuizioni improvvise ed esserne fiere.
.. che si può sempre trovare una soluzione nuova ad un problema vecchio
e che non è sempre necessario avere l'equipaggiamento della mamma perfetta,
perchè in fondo .. la migliore mamma delLa Pulce, è pur sempre il mio io più autentico.

Come la volta che eravamo in vacanza e non avevo voglia di trascinarmi dietro nessun peso.... per cui mi ero portata solo un pannolino cacciato nella tasca della felpa. Ovviamente, alla Pulce (4 mesi) è venuto l'irrefrenabile "desiderio" di essere cambiata. Abbiamo quindi optato per una panchina. Tempo di avvicinarsi e - senza neanche doverci pensare! - ho improvvisato (per decenza e igiene) un fasciatoio usando la copertina-copri-piedi del passeggino, alla faccia delle borse tutto-in uno. (Niente di eroico, ve l'avevo detto)

O come quando - tra il secondo e il terzo mese - mi sono stufata di lottare con LaPulce per metterle le maniche dei maglioni (dopo aver già lottato per il body, la tutina ...) e - alla faccia della moda e dell'eleganza - le ho creato questa mantella di pile:

(un pezzo di coperta di pile Ikea, due bottoni, un filo un po' spesso, sognando un giorno di seguire le creazioni di questa blogger ...).

O come quando ...

Come ha scritto Flavia, basta solo credere di avere già, dentro di sè, "La capacità di provare soluzioni nuove, di nutrire la creatività propria e altrui indirizzandola su strade inesplorate". E forse un giorno, riuscirò anche a seguire i suoi consigli per dare sostanza al mio daydreaming....

26.8.09

Honest Scrap Award


Mamma Cattiva mi ha consegnato un Honest Scrap Award.
Finalmente riesco a partecipare e a ringraziarla per l'occasione e le cose
che ci ha raccontato di lei,
tutte preziose.

Condizioni di questo premio sono:
raccontate ai vostri lettori 10 cose che si sappiano o meno di voi
ma che sono vere.

Indicate dieci persone che hanno diritto al premio
e siate sicuri di far loro sapere

che sono stati contrassegnati
(un breve commento sul loro blog andrà bene).

Non dimenticate di collegarvi di nuovo al blogger
che vi ha premiato.


Cercando di pensare a cosa raccontare, mi è venuto
spontaneo pensare ad alcune canzoni
che mi sembra siano proprio evocative di alcuni miei
modi di essere
(il copyright è di Marlene, anche se temo sceglierò tutte canzoni piuttosto
scontate)... Ok, parto.

1)Sto bene da sola. Sarà anche che a lungo ho pensato a queste parole e
le ho fatte mie:
“Prima di non essere da sola, Prova a pensare se stai bene tu”
(Prima di partire per un lungo viaggio,
Vasco Rossi [Irene Grandi])

2)Sono perennemente in ricerca.
Mi lascio rapidamente alle spalle ogni traguardo raggiunto
per cercare una nuova meta.
(I still haven't found what I'm looking for, U2)

3)Ho una mentalità storica, quasi sempre tendo ad analizzare
i problemi e gli eventi
ricercandone le cause più o meno recondite.
E spesso penso che nella storia ci siano i perché di tante cose:
“..ed è per questo che la storia dà i brividi, perchè nessuno
la può fermare.” (La Storia, De Gregori)

4)Convivo con una radio-critica interna, che a volte si rivela
un ottimo sprone,
a volte un rumore di fondo piuttosto pesante
e saturo di sensi di colpa (Numb, U2)

5)Amo viaggiare, mimetizzandomi tra la gente, vivendo
il paese in cui sono
“dovunque io sia, ballando tra zingari e re”
(Il Cielo d'Irlanda, M. Bubola [F. Mannoia])

6) Sono un'idealista, credo che ci sia
“bisogno soprattutto d'uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto”
e finché posso, ci provo... (Don Chisciotte, Guccini).
E .... ogni tanto, sogno di lasciare questa ... “Terra dei Cachi
(Elio e le storie tese)

7) M
i piace cucinare, oltre che mangiare: per me è un momento magico,
di accoglienza,
di messa in atto di una organizzazione, di azione creativa ...
“E a 'ste panse veue cose che daià, cose da beive, cose da mangiä... ”
(Creuza de ma, F. De Andrè)

8) Da quando sono mamma cerco un equilibrio tra l'istinto,
il raziocinio e il gioco (Animal Instinct.
Just my imagination – The Cranberries)

9) Cerco di vivere fino in fondo, per non dare mai per
scontato neanche un minuto:
“Vivere in fondo è così scontato
che non t'immagini mai che basti”
(La viola d'inverno, Vecchioni)

10) Sono fortunata, lo riconosco,
perchè al mio fianco c'è proprio
la persona che ci vuole per me ...
(Spalle Larghe, De Gregori).

Ed ora, ricordando che sono completamente
libere di decidere se vogliono o meno giocare
,
nomino vincitrici del premio:

Caia, A lezione di mammità
Silvia, GenitoriCrescono
Serena, GenitoriCrescono
MammaFelice
Pilly, Improvvisamente in4
Maddalena, Maddaluna campagnola giuliva
Trilly, 3bimbe in 3 anni
Flavia, Veremamme
Valentina, Valewanda
Silvia, MammaImperfetta


22.8.09

Mamma Piovra e la sindrome del colibrì

Non riesco a ricordare una data precisa, ma so per certo che giorno dopo giorno, cambiamento dopo cambiamento - complice anche una certa determinazione all'indipendenza di entrambe - è svanito il bisogno di una mia presenza fisica costante da parte delLaPulce.
Così magicamente ho ripreso l'uso delle due braccia. Fascia-marsupio-sdraietta-cuscinoneBoppy ecc., tante canzoni, qualche piccolo show e ... voilà, ecco le due mani e le due braccia per sbrigare in metà tempo tante piccole cose...

Ma, nel mio caso,
quando LaPulce mi ha dato il modo di gestirmi almeno qualche momento (più o meno lungo) della giornata, l'ebrezza della ri-conquistata libertà ha comportato una mia improvvisa presunzione di essere diventata wonderwoman e di poter pretendere di fare mille cose in un lampo. E così qualche volta mi sono ritrovata a girare per la stanza sbattendo le ali come un colibrì impazzito con mille cose tra le mani, come se fossi una piovra. Altro che scelta delle priorità!!!

Un osservatore esterno mi avrebbe colto con una pentola sul fuoco con mezzo soffritto, i guanti appesi al lavandino, 1/2 lavastoviglie caricata e metà delle pentole da finire di lavare, il pc acceso per verificare un pezzo di lavoro che mi è improvvisamente venuto in mente di controllare (malefici insights), i calzini spaiati da portare in camera, la roba fuori dalla lavatrice ma non ancora stesa, il ferro da stiro attaccato e la mente altrove ... mentre LaPulce, fino a questo momento intrattenuta da un canto di mammà, ha improvvisamente deciso di perdere la pazienza.

Ecco, questi sono i momenti in cui mi detesto...
Che fare, ALLORA?

Attaccare a cantare la canzone preferita delLa Pulce e nel frattempo, a velocità doppia (tipo disco da 33 giri fatto andare come un 45 giri.... ) iniziare, come Teseo con il filo di Arianna, a riavvolgere il filo, rifacendo in maniera inversa il percorso di tutti i lavori lasciati a metà, fino a colmare ogni spazio e a ripristinare l'ordine, soprattutto mentale.
E poi, Pulce permettendo, permettermi un caffè - rigorosamente decaffeinato - sedendomi con lei sul tappetone, per rischiararmi la mente e riprendere a fare le cose una alla volta, priorità dopo priorità, sperando che le ricadute della sindrome di colibrì siano sempre meno....

19.8.09

Intervallo - la scoperta di se stessi

Alcune settimane fa leggevo queste parole e mi è venuto spontaneo annotarle, mentre osservavo con un occhio LaPulce che cresce e con l'altro me stessa che, ancora una volta, cerco di rinascere me stessa, di ritrovarmi.

"In fondo tutti siamo quelli che eravamo a tre, sei, dieci o vent'anni.
E tuttavia riusciamo a ritrovarci più facilmente nei nostri sei anni che nei venti, quando tutte le energie sono tese a cercare di farci sembrare diversi da quelli che siamo. Se è di moda essere intellettuali, tali diventiamo, mentre se la voga del momento punta alla frivolezza, eccoci trasformate in capolavori di vacuità.

Col passare degli anni ci si stanca di adeguarsi a un modello fittizio e si finisce per riassumere gradatamente la propria individualità, il che forse sconcerta chi ci vive accanto, ma rappresenta per noi un indubbio sollievo." Agatha Christie, An autobiography, 1977 (trad. it. La mia vita, Milano, Mondadori, 1978).

17.8.09

Oggi, dopo 9 mesi, rientro al lavoro ...

è "solo" un part time (per 3/4 di giornata), certo.
ci sono le ore per l'allattamento, va bene.
LaPulce mangia la sua pappa, perfetto.
MrWolf è di enorme supporto nell'organizzazione, d'accordo.

Ma per quanto io mi sia organizzata, pensata, dis-ansiata ...

... che il cielo me la mandi buona!

14.8.09

La terapia del bunker


Questi primi post mi stanno aiutando, ripercorrendo questi primi sei mesi di vita con LaPulce, a riassestare e ricostruire la mia percezione di me, di quello che ho scelto e realizzato.

Il parto di Ondaluna, l'imminente parto di My, la conoscenza di Caia e la lettura dei suoi post in diretta dal puerperio (che energia, che invidia!), nonché qualche accenno – nel suo stile, sempre azzeccato – di MammaCattiva mi hanno fatto ripensare al mio atteggiamento durante il puerperio.

Atteggiamento che definirei “la terapia del bunker”.

Ero una puerpera stanca dal parto, adrenalinizzata e euforica per aver sperimentato le endorfine naturali, stressata dalle ragadi e dall'allattamento a richiesta ma soprattutto preocccupata di dover affrontare – nella nostra solitudine – un eventuale crollo degli ormoni, un babyblues (vi rimando da Silvia-MammaImperfetta). In realtà fin dalla prima notte mi sono accorta con stupore che la testa era molto lucida, nello scegliere e nel decidere in un lampo le strategie per affrontare un pianto, un momento di sconforto, lo spaesamento delLaPulce. Il problema era che non sapevo se queste energie sarebbero bastate per me, per lei, per MrWolf fino a quando ... sarebbe passata. Perché sarebbe passata...anche se io non sapevo con certezza quando e come.

Allora scelsi di tenermi al minimo dei giri. Di starmene al minimo storico senza sforzarmi di fare niente. Starmene in pigiama per devolvere ogni energia a stare bene. Starmene sdraiata per recuperare più riposo possibile. Stare, e basta.

Circa quindici giorni di “bunker”, totale.

In quelle faticose giornate usavo sms, email, internet, ma evitavo in tutti i modi telefonate e visite, che vennero agilmente deviate grazie all'aiuto MrWolf, essenzialmente perché non si possono facilmente – e cinicamente - “spegnere” quando senti che le energie scivolano via.

Ho osservato con stupore chi si è lanciata molto prima e con molta più energia di me “fuori”. E mi sono chiesta se ho sbagliato, se dovevo comportarmi diversamente. Ora credo di sapere che a me è servito comportarmi così. sono stata io a decidere di uscire quando sentivo di avere tutte le energie per stare fuori, a stabilire con MrWolf quando invitare gli amici per il tè e avere ancora voglia di stare con loro quando il tempo era ormai finito, a riaprire il pc per ri-iniziare a lavorare.

Non potrà accadere mai più. Mai più potrò darmi questa totale disponibilità di tempo e di spazio. Forse ho fatto bene. Forse qualcuno non ha capito. Forse stavolta mi sono capita almeno io (e Mr Wolf).

9.8.09

Dopo tanto leggere e pensare, il mio lungo outing sull'allattamento a richiesta ...

Come ho scritto qui, quando io e LaPulce siamo state dimesse dall'ospedale l'invito-ingiunzione-istruzione era di allattare a richiesta. Ero abbastanza informata – grazie al corso Preparto - e mi ero in qualche modo convinta del fatto che “La maggior parte dei bambini è pienamente in grado, basandosi sulla propria fame, di succhiare più o meno spesso e più o meno a lungo per ogni singola poppata.”(Ministero della Salute)
Convinta, cioè, che il neonato si autoregola.

... Questo non vuol dire che riuscissi ad esserne sempre consapevole, anzi, come scrive My varie domande mi frullavano in capo... “Ma no! il latte materno non è mai uguale a se' stesso, a volte più nutriente, a volte meno, lui si regola. Lui SA. Si' ma io no!!!! IO devo sapere!!! ogni quanto? e per quanto? ”....

Dopo sei mesi di esperienza, dopo aver superato fatica, dolori, ragadi e aver scoperto la tenerezza e la relazione che si crea con l'allattamento, credo di poter dire che nel mio caso, l'autoregolazione non ha funzionato.

Intendiamoci, il passaggio da uno stile di allattamento rigido ad orari ad uno stile di allattamento a richiesta è importante, è un bel cambiamento di mentalità sociale: Allattando a richiesta, infatti, continua il Ministero della Salute "la mamma riuscirà ad adeguare la propria produzione secondo le richieste del suo bambino, sempre che questo abbia la possibilità di alimentarsi quando vuole e si attacchi correttamente e quindi efficacemente al seno materno".

Senza dubbio, il fine del Ministero e dei siti di riferimento per la migliore gestione dell'allattamento materno (per i riferimenti, potete vedere sul blog di Silvia Mammaimperfetta o di Silvia e Serena Genitori Crescono) è quello di aiutare le mamme che vogliono allattare al seno e che, sviate dai pediatri con le "aggiunte" o da usi familiari - come biberon di acqua o tisane ecc., impediscono una frequente suzione del seno inibendo così la produzione di latte.

Però, per come l'ho vissuta io, l'allattamento a richiesta va benissimo se c'è qualche problema nella produzione di latte o se il bambino è particolarmente piccolo o pigro. Va benissimo come mentalità, come indicazione.

Ma - ad oggi – visto che oggettivamente posso ritenermi fortunata perché sono riuscita a produrre il latte necessario senza nello stesso tempo essere tormentata da una sovrapproduzione (leggetevi un po' la guida di Raperonzolo ) - nutro un po' di dubbi sulla modalità di massa con cui mi è stato proposto e che ho provato a seguire per un paio di mesi.

Per LaPulce, infatti, nata “in carne” e con appetito, la tecnica l'autoregolazione era più o meno così come l'ha genialmente descritta Tutto doppio +1 (peccato averti letta solo adesso, mi sarei risparmiata tanto nervoso!! per chi può, leggete tutto!):

L’allattamento a richiesta funziona così: tuo figlio piange, e tu per tutta risposta gli dai la tetta. Sempre.
Quello che non ti viene detto, ma che se sei un pò sveglia scopri molto presto, è che tuo figlio nell’arco della giornata piange un indefinito numero di volte. [...]
E in mezzo a tutte queste volte, può anche essere che pianga perché ha fame, o sete.
Tu ovviamente, salvo saltuaria e inattesa botta di culo, non capisci subito perché sta piangendo.
Quindi, appurato che non è sporco, fai ciò che ti hanno detto di fare: gli dai la tetta (e per sporco si intende che tuo figlio ha grosso modo raggiunto il peso specifico del piombo in prossimità di un buco nero, causa pannolino stracolmo di rifiuti organici/tossici).
Davanti a tale proposta, al neonato non resta che fare una delle seguenti cose:
a. ha fame, quindi mangia (poppante felice)
b. non ha fame, quindi non mangia (poppante non felice)
c. non ha fame, ma mangia lo stesso, così siam tutti felici e comunque con la crisi qui non si butta via niente (poppante diplomatico) ....

Nel caso mio e delLaPulce la mia inesperienza e la sua diplomazia hanno generato un cocktail poco felice...

... in pratica, finchè avevo le ragadi (che mi sono durate fino alla fine del puerperio, 40 giorni) e per sopravvivere al dolore cercavo di distanziare le poppate, di usare il ciuccio ecc., vivevo piena di sensi di colpa e di ansie (oddio, inibirò la produzione, cielo ma non starà crescendo ecc. ecc. - n.d.r. grazie al cielo MrWolf mi aiutava poichè è preziosamente razionale e ironico e la Pulce cresceva al ritmo di 250 grammi a settimana che rendevano la crescita praticamente visibile ad occhio nudo, per non parlare dei pannolini che bagnava ... e del numero di lavatrici!!, ma il senso di colpa .. restava). Quando poi le ragadi si sono rimarginate, e ho smesso l'uso dei paracapezzoli, anche vittima della suggestione dei balzi di crescita – per cui ad ogni pianto temevo di dover soccorrere un bisogno reale per una ulteriore crescita delLa Pulce, ho deciso di iniziare – finalmente?! - a praticare l'allattamento a richiesta e sono finita in un altro girone di sensi di colpa....

Perché l'allattamento a richiesta praticato come mi avevano detto si è rivelato, come più giustamente lo definiva mia madre, un allattamento su proposta.

Ogni volta che non capivo, che non sapevo ... voilà, tetta. LaPulce a volte mi guardava dubbiosa a volte ... faceva la diplomatica. Chissà che pensava...

Siamo andate avanti così un mese e mezzo.

LaPulce è passata dal 75° al 90° percentile e io avevo perso la capacità di fidarmi quando MrWolf mi diceva “esci, ci penso io a lei, per almeno due ore e mezza non ha bisogno di te”.

Mangiava così spesso che non riuscivo a crederci. E allora non uscivo o se uscivo, uscivo con l'ansia di tornare dopo un'ora, massimo, e se ritardavo (un parcheggio più lungo, un semaforo rosso...) rientravo in casa con una tale scarica di adrenalina da farmi pentire di essere uscita.... per trovare – spesso – LaPulce che dormiva B E A T A.

Quoto Serena: Tutto ciò l’ho vissuto come spesso fanno le donne, in modo conflittuale. Sentendomi in colpa per un’ora di libertà ritagliata un pomeriggio, e sentendomi una pessima madre per il fatto di volermela ritagliare quell’ora di libertà. E i sensi di colpa non aiutano.

Ripeto, sono stata fortunata perché non ho avuto problemi di produzione né LaPulce ha avuto problemi di crescita. Soltanto, i sensi di colpa, la pressione di dover essere sempre presente, sempre a disposizione mi hanno reso ancor più pesante la solitudine e l'allattamento (per trovare compagnia, mi leggevo Mammasterdam, l'intervista a Wonderland, lo speciale su GenitoriCrescono ....).

Perchè alla fine il fatto è che le norme e i suggerimenti per l'allattamento a richiesta funzionano per fare di te una “macchina da latte” ma non a costruire quella che per me era ed è la cosa più importante: una relazione tra due persone, me e LaPulce, fatta si, anche di nutrimento, ma anche della mia e della sua serenità. Sarò cinica, sarò egoista perchè il latte ce l'ho avuto e non ci sono dovuta passare – e chiedo scusa a chi si trova in una condizione diversa - ma ho sempre pensato che io, personalmente, preferivo il latte artificiale alla perdita della mia serenità. E tuttora non so se un biberon avrebbe davvero fatto sentire me, Silvietta, tanto più in colpa di questa prigione. O se le volte che l'ho consolata solo con coccole e ciuccio ho davvero danneggiato questa speciale relazione tetta-bimba. Certo, dipende da come sei.

Forse, vorrei essermi sentita libera di scegliere io il male minore per me, per noi.

Intendiamoci: credo che ci siano mamme e bimbi per cui l'allattamento a richiesta è bellissimo e senza dubbio utilissimo e vitale. E credo che chi non ha potuto scegliere e si è vista imporre in ospedale il latte artificiale è sicuramente stata più danneggiata di me.

Ma so anche che per me e LaPulce questo modello “dall'alto” è stato .. troppo.

Come ogni storia, c'è un lieto fine, una fine (anche se temporanea)... questa si è materializzata nella pediatra che -sentendo il mio disagio - mi ha consigliato ed aiutato (con il quotidiano sostegno di MrWolf) a passare da 9-10 poppate a 5, creando spazi e tempi perchè io e LaPulce giocassimo, riposassimo, passeggiassimo ... e soprattutto ci prendessimo il tempo per capire qual era davvero il problema o il disagio.

“Cercando di essere genitori perfetti, il cui bambino non si sente mai frustrato, a volte interpretiamo troppo presto i suoi bisogni, prima che abbia avuto il tempo di assaporare la propria sensazione. Attribuiamo significato al principio di un bisogno, con la conseguenza, magari, di privare il bambino dell'esperienza di provare davvero e appieno quella sensazione. Vogliamo proteggere nostro figlio, ma in realtà finiamo a volte per sottrargli la sua stessa esperienza. [...] Magari siamo incapaci di tollerare l'attesa, che consentirebbe sia al bambino sia a noi stessi di capire cosa è più vantaggioso. Non sappiamo dire “no” alla richiesta del bambino, ma nemmeno alla nostra interpretazione di quella richiesta.” Asha Philipps, I no che aiutano a crescere, 1999, Feltrinelli, Milano.

6.8.09

... ma che titolo ho scelto?

Ogni volta che mi connetto penso che avrei voluto e potuto dare molti titoli a questo blog (avrei voluto, cioè, parlare di tante cose, di viaggi, di cucina, di cucito, anche di organizzazione lavorativa...), ma alla fine credo che volendo rileggere e raccontare questo particolare momento della mia vita, da poco scombussolata dall'essere diventata mamma, quello che più mi appartiene è questa sensazione di cambiamento.

In parte perchè io stessa mi sono sempre sentita e mi sento in perenne cammino ed evoluzione.
In parte perchè quello che ho appreso e apprendo ogni giorno dalLa Pulce è che - come sintetizza bene l'amica F. - "la regola è che non c'è regola. Punto". (Grazie amica F., perché ci sei sempre, senza giudizi e ammonizioni scontate).

Ogni libro, tabella, ma anche ogni mia osservazione di una qualche ripetitività costante viene gettato all'aria, in un attimo da una Pulce che ora dopo ora apprende, cambia, evolve. Un individuo che diventa tale. Ed è diverso da se stesso ogni attimo, ogni momento, pur restando se stesso. Panta rei.

E così, mi tengo questo titolo, a monito dei tentativi di prendere LaPulce o me stessa come scontata. Non è così. Ed ecco, proprio ora, che mi aspetto che lei faccia e che io reagisca o altro nello stessa identica maniera di ieri, dell'altro ieri, o magari di una settimana fa. Ecco, no. Qualcosa sta cambiando ...


4.8.09

una canzone per resistere ed esistere

Ieri passeggiavo con LaPulce e cantavo, complice l'ipod e il passeggino.
Mi è venuto da pensare al post di My sulla colonna sonora dell'allattamento.
Allora sono andata a rileggere quello che mi aveva scritto My nel periodo più buio del puerperio

ciao silvia

sai che, dopo essere sopravvissuta al puerperio e ai primi mesi del bambino,

c’è solo un consiglio che VOGLIO dare sempre alle amiche che partoriscono.

"pensa solo e sempre che PASSA"

Vedo che quasi mai lo capiscono, bisogna passarci.

Ma tu stai facendo la domanda specifica. Si’si’Si’Si’ passa!

un giorno per volta

un pianto per volta

uno sfogo per volta

un urlo per volta

un’imprecazione per volta

i giorni passano

tu ti riscoprirai migliore di prima.

RESISTI!!!

e rimani con noi

ti abbraccio

my

Ho deciso di copiarlo in questa galleria di ricordi per farmene tesoro.
E anche se non è particolarmente originale, ho pensato di dedicare a lei, a Caia, a Ondaluna, a Wwm , a tutte le mamme in attesa e in puerperio e a tutti coloro che si stanno dando da fare per superare i momenti duri e vivere nella maniera migliore questa canzone qui, che mi ricorda tanto quello che mi ha scritto My.
"You Learn"

I recommend getting your heart trampled on to anyone
I recommend walking around naked in your living room
Swallow it down (what a jagged little pill)
It feels so good (swimming in your stomach)
Wait until the dust settles

You live you learn
You love you learn
You cry you learn
You lose you learn
You bleed you learn
You scream you learn

I recommend biting off more then you can chew to anyone
I certainly do
I recommend sticking your foot in your mouth at any time
Feel free
Throw it down (the caution blocks you from the wind)
Hold it up (to the rays)
You wait and see when the smoke clears

You live you learn
You love you learn
You cry you learn
You lose you learn
You bleed you learn
You scream you learn

Wear it out (the way a three-year-old would do)
Melt it down (you're gonna have to eventually anyway)
The fire trucks are coming up around the bend

You live you learn
You love you learn
You cry you learn
You lose you learn
You bleed you learn
You scream you learn

You grieve you learn
You choke you learn
You laugh you learn
You choose you learn
You pray you learn
You ask you learn
You live you learn

2.8.09

Intervallo - La ricetta del Primo mese

Per la nascita dellaPulce, avevo preparato e congelato ogni sorta di piccole cose utili per la sopravvivenza culinaria: spezzatino, soffritto, ragù... Così, quando laPulce aveva solo 5 giorni, ho potuto accogliere MrWolf al rientro da una giornata pesante con una splendida ricetta, ottima da farsi anche con una mano sola (quella libera, cioè, dal dolce peso della neonata).

In questa galleria di ricordi, che va di pari passo alle stupende evoluzioni di Caia, vi ripropongo la mia versione di Gnocchi al forno con ragù e besciamella per primipare in puerperio.

- far cuocere gli gnocchi di patate (eccetto la scolatura si può fare anche con bimba al collo)
- preparare la besciamella (usando il minipimer ho distrutto i grumi creati dal fatto di non avere pieno possesso delle due mani)
- sciogliere il ragu nella besciamella bollente
- versare nella pirofila
- aggiungere gli gnocchi
- rimestare e ricoprire con formaggio grattato (direttamente dal sacchetto... orrore! orrore!)
- attendere il rientro del compagno per scaldare e gratinare in forno.

E' un ricordo un po' caldo per i primi di agosto ma dovete perdonarmi ...
ovviamente se LaPulce avesse accettato la fascia prima del quarto mese o dormito un po' di più avrei altre ricette, ma giuro che il risultato è ottimo!

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