27.11.10

BREAKING NEWS - fiocco azzurro su Qualcosa sta cambiando

E' nato ilPulcino (4 kg di pulcino... ?!?!).
Non siamo più in tre, ma in quattro. Non sono più mamma solo una volta ma mamma due volte. Un'altra nascita, un'altra rinascita per me.

Mi chiederete: ma perché hai taciuto così tanto tempo?

Sono tanti i motivi per cui si scrive su un blog. Tantissimi, gli argomenti.
Ma ci sono anche argomenti di cui non si scrive. Per pudore, per paura, perché si ha lo stomaco stretto nelle maglie dell'impotenza.
Ecco, io fatico tanto a fare i conti con l'impotenza della pancia. Fatico a gioire prima che sia tempo. Preferisco tenere tutto dentro, anche se pure questo è un atteggiamento che costa.

Oggi, fortunatamente, non ho più bisogno di tacere.
Stiamo bene, affronteremo il puerperio e ... tutto il resto, tutti questi mesi in continuo cambiamento ed evoluzione. Quando potrò, condividerò i nostri racconti e pensieri e riflessioni.
Nel frattempo ...
Grazie a chi sapeva e mi ha sostenuto senza privarmi del privilegio del silenzio.
Grazie a chi non ha saputo fino ad oggi e non si sentirà privato di un privilegio ma stimato.

a presto, Silvietta

p.s. so di essere una terribbille control freak ma .. ho comunque scritto dei post con cui vi racconto qualcosa degli ultimi mesi e che pubblicherò nelle prossime settimane, pian piano. Spero di riuscire a rispondere a chi vorrà commentare. Nel frattempo, sappiate che cercherò di continuare a leggere nell'attesa di riuscire a raccontarvi questo nuovo qualcosa che sta cambiando...

19.11.10

Storia di un piatto di spinaci. E di una mamma che impara ad accogliere


La prima volta che ho proposto gli spinaci allaPulce, in realtà non volevo neanche proporglieli: erano il mio contorno e avevo dato per scontato che non le piacessero. E' finita che come contorno mi sono pelata due carote, e che LaPulce si è sbafata fino all'ultimo filo verde.

L'episodio si è ripetuto varie volte.
Poi, un giorno, a pranzo, la ragazza ha detto "No!" (sull'utilizzo mio e suo di questa parola produrrò prossimamente un post). Ovviamente si trattava di uno di quei giorni in cui non avevo pronta la ruota di scorta (leggasi proposta alternativa altrettanto sana) e il mio cervello ha mulinato in fretta una serie di commenti e soluzioni mentre il mio cuore vagava tra le emozioni.

Non è bello vedersi rifiutare qualcosa che si è preparato magari con stanchezza ma anche con affetto.
Non è divertente temere che si stia per inaugurare una stagione di bracci di ferro.
Non è facile fare i conti con il conflitto (non dovevamo aspettare i tuoi 14 anni, bimba mia?!).
Non è semplice prendere alla leggera il timore di lasciare la prole "digiuna".

e poi una parte di me tentava di decifrare il segnale: sarà già sazia? non le piaceranno? vorrà fare la bastian contraria? e, quel che è peggio, di ascoltare il grillo parlante della Mamma-educatrice "eh, già, oggi non li vuoi e magari vorresti finire i tuoi giorni a pizza, pane e formaggio, bella mia!"....

Tutto questo in pochi, pochissimi secondi. Poi mi sono ricordata.
Non è sempre facile danzare allo stesso modo, con lo stesso ritmo, non è sempre scontato che quello che faccio io, mamma, piaccia a te, figlia, o che ti sia chiaro perché mi preoccupo (insegnarti che si mangia sempre tutto, che non si spreca, che non si può darla sempre vinta alla gola etc etc etc). Magari non è chiaro neppure per me quante cose si nascondono dentro e sotto quel piatto di spinaci....

Nello stesso tempo, tu sei tu.
Tu sai come stai, che odori senti, se oggi una cosa ti da nausea o meno, se hai sonno o semplicemente se oggi vorresti tanto chiedermi una cosa diversa. E ho accettato di fidarmi.
Abbiamo scostato il piatto, ti sei fatta prendere in braccio e abbiamo navigato a vista.
poi, certo, ho scoperto che avevi mal di pancia (da altri segnali).

Ma quello che dovevo capire l'ho capito in quei dieci secondi in cui ti ho guardata negli occhi e ho dovuto scegliere come comportarmi.
Posso educarti solo se rispetto il limite in cui tu mi chiedi di accogliere la tua persona.
Posso darti del mio ma devo accettare tutto quello che esiste già, di tuo.
Posso solo accettare il rischio di accompagnarti alla vita, non pretendere che tu risponda fedelmente ai miei circuiti e percorsi di pensiero, anche quando si tratta di finire o assaggiare una pietanza che - chissà perché, proprio oggi - ti dà angoscia.

Questo post partecipa al
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