Sono stata male. Niente di che, un po' di influenza, un po' di febbre, ossa rotte.
Tutto di me diceva: voglio stare due giorni sotto le coperte! Non voglio fare niente! Devo staccare la spina! ... ma non c'era nessuno a cui lasciare ilPulcino (laPulce, almeno, al mattino va dalla tata). Allora ho trovato un compromesso: tutti e due sul lettone, con una serie di contenitori pieni di giochi per lui e un dvd per me.
E' stato così che ho visto "Il discorso del re".
Un bel racconto, un bel personaggio. Avrei voluto ancora più Storia, ma è una fisima tutta mia.Ascoltando poi le interviste mi ha stupito questa considerazione (mi sembra sia di Colin Firth), che provo a ripetere a memoria: "tutti i riflettori della storia sono puntati sul fratello, sulla sua vicenda così fuori dalle righe. Pochi hanno posto la propria attenzione su Giorgio VI e sul fatto che per portare avanti il compito lasciatogli dal fratello egli abbia dovuto fare un così grande lavoro su di sè".
Mi è piaciuta questa considerazione sul lavoro "nelle retrovie" delle persone vs i riflettori e la linea "protagonista" della storia. Come se a volte fosse necessario dare voce anche ad altri aspetti delle persone che non siano la trama principale della loro storia biografica.
II discorso
Alcuni giorni dopo, su #twitter, (mi sembra fosse @24job) parlando di incrementare l'occupazione e migliorare il lavoro delle donne compariva la domanda se siamo disponibili a farci valutare per il raggiungimento di obiettivi prefissati, se riusciremmo a starci dietro.
Sono appena rientrata al lavoro (anche se solo alcuni giorni alla settimana) e vorrei tanto poter ragionare proprio su questo. Vorrei valutare senza timore il lavoro che faccio e non le ore che sto dietro la scrivania, quello che so fare e le risposte che so dare ai problemi, non i titoli accumulati negli anni. Vorrei parlare di che cosa è davvero il lavoro e concordare i risultati che devo portare a casa.
Non soltanto apparire la più puntuale o la più efficiente.
(e poi, davvero la maternità fa male al lavoro, come scriveva WonderLand qui? io adoro la parte in cui dice "Sono motivata - E' vero che lavoro per necessità, ma anche per realizzazione personale. Se tolgo tempo a mio figlio e pago un asilo/tata che si prenda cura di lui è perché sono molto ma molto motivata. Insomma: mi piace lavorare.")
In contemporanea ho letto questo post di Flavia in cui ho ritrovato queste parole "non ho cambiato vita perché mi sentivo in colpa verso i miei figli, perchè all’improvviso un giorno ho desiderato sopra ogni cosa andarli a prendere all’asilo. E neanche perchè sentivo i ritmi del mio lavoro inconciliabili con loro. Niente affatto. L’ho fatto per creare qualcosa che rendesse più felice me." e questo di Giuliana in cui la parola dell'anno diventa riappropriazione (in senso positivo).
E tutte queste parole sono andate ad arricchire il mio discorso interno quello che mi faccio andando al lavoro, oggi, e guardando in avanti. Un avanti senza pappe e pannolini, ma con due figli. Due figli che vorrei potessero crescere vedendomi rispettare me stessa e la mia vita (che comprende, off course, anche loro).

III discorso
E poi ci sono le cose che accadono, i progetti che rallentano, la fatica che si accumula. La polvere e i risultati. Il tempo che passa e le cose che cambiano.
E i fatti di tutti i giorni della vita e delle amicizie (quelle in carne ed ossa e quelle virtuali).
Castagna che pubblica questi pensieri - da incorniciare - sul fluire del tempo e il dolore e il male che ci si fa - a volte.
Natalia che scrive queste righe bellissime sulla voglia di normalità in questo intramezzo della vita (e mi colpisce al cuore, immersa come sono nei progetti, nei lavori e nei pensieri per rendere più abitabile questa casa che ora ci accoglie - o dobbiamo cambiarla? sempre lì finisco) e sulla paura.
Mi sono segnata sul diario queste righe
ho capito che sono stanca di avere paura, che voglio tornare ad essere leggera o almeno più leggera di adesso, che voglio cercare di prendermi meno sul serio, che essere mamme è sì una grande responsabilità, ma questo non vuole dire molte altre cose
... perché un tempo io ero leggera, così leggera che ho dovuto organizzarmi per non passare tutta la vita vagheggiando. Ora però tra le responsabilità della maternità e le responsabilità che mi sono presa per "essere migliore" (diciamo così?) la leggerezza è rimasta schiacciata ... e questo non va bene.E alla fin fine vado avanti, alla ricerca dell'unica melodia che sta sotto questi tre discorsi (che ho unito, con fare delirante).
Perché una melodia c'è, .. almeno credo
Nel frattempo .. mi sono concessa un cono al lampone a piedi nudi su un prato mentre ilPulcino dormiva.
Per quanto riguarda il "Discorso del re", anche a me è piaciuto molto, però l'ho trovato un po' debole sulla parte storica (soprattutto nella parte finale).
RispondiEliminaHai visto Habemus papam? La tua riflessione me lo ha fatto tornare in mente. Io l'ho trovato incantevole, mi è rimasto dentro.
Mi trovo a fare considerazioni non troppo distanti dalle tue, anche se per motivi differenti. Con questo non intendo banalizzare i pensieri, anzi penso che il confronto possa essere ancora più costruttivo. Andrò a leggere i link che suggerisci, grazie.
Ti leggevo silenziosamente da un pochino, oggi ho pensato di presentarmi ;-)
Condivido con te la necessità di un ritorno ad una sorta di leggerezza. Devo dire la verità, io non ero leggera prima, ma voglio impararlo per mio figlio. Mi sono sempre ritrovata a faccia a faccia con la paura, ora voglio sbarazzarmene. Non so se è più facile un ritorno o un nuovo viaggio verso questa leggerezza, ma ci sto provando.
RispondiEliminaGrazie per i tuoi pensieri che mi fanno riflettere.
Per quanto riguarda la valutazione in base agli obiettivi raggiunti... magari. Lo vedo lontano almeno nel mio di lavoro... troppo focalizzato sulla presenza e sulla quantità di tempo perso a marcire su di un unico progetto... Un lavoro molto maschile, ancora mentalmente ancorato lì. Se non doni la tua vita alla causa non puoi raggiungere certi livelli.
Scusa il commento fiume... i temi mi toccano da vicino ;-)
"Il discorso del re" - a parte andare pazza per Colin Firth e amare Geoffrey Rush da mo' - è un capolavoro e devo assolutamente inserirlo insieme a "Sweet Sixteen" e a "la ricerca della felicità" nell'Olimpo dei Film Che Potrebbero Salvare La Vita A Un Mio Alunno In Crisi.
RispondiEliminaE' una storia sull'essere NORMALI e perciò FRAGILI e a volte francamente DEBOLI. Che a noi, allenate per la competizione prima di tutto con noi stesse fa tanto, tanto bene vedere.
Le parole che hai scritto sui tuoi figli che vuoi crescere in modo che ti vedano rispettare te stessa sono meravigliose. Avrei tanto voluto una madre così e vorrei io essere un giorno una madre così.
Quanto al resto... credo che non sia solo il mio anno.
Quando ho detto a Symosymo che tu mi ripeti da gennaio che questo è il mio anno e io ho degli obiettivi, dei bersagli da centrare, a momenti si mette a piangere, mi ha detto una cosa come: "dove si compra una Silvietta anche per me?"
Io non te lo dico ma sai che sto guardandoti mentre centri i tuoi bersagli, e ti guardo con amore.
Il gelato è buonissimo, e leggero, lo sento io da qua. Ma in che posizione dorme il Pulcino???
Castagna unlogged (Blogger fa di nuovo lo stronzo)
non è che io non ami il mio lavoro...ma non provo una vera e propria passione.
RispondiEliminapiuttosto, per i miei fiori.
forse, se diventassero il centro del mio lavoro non ci sarebbe più spazio per altro. forse.
perchè è da un bel po' che mi sono imposta di essere più leggera.
dopo tutte le cose che mi sono capitate, l' unico mio obiettivo è "cercare di essere felice"
stupido? banale? scontato? utopico?
può essere. ma questo obiettivo mi ha portato a superare delle montagne che mai avrei pensato di poter scalare...
in bocca al lupo, bella bellissima persona.
bacio, paola
@Nora: grazie di esserti presentata. spero presto di avere un po' di tempo per pasare a leggerti - oltre ché a trovarti, e grazie del suggerimento. Moretti in genere mi piace molto, quindi potrei ripensarci...
RispondiElimina@Owl: figurati! per gli obiettivi lavorativi, ci torneremo e per la leggerezza... camminiamo assieme? un abbraccio
@Castagna.. solo una cosa. ti voglio bene, grazie per tutto quello che stai facendo e scrivendo per me, adesso e negli ultimi 22 anni...
@Paola Francy: che importa essere stupidi se possiamo essere felici? grazie a te. un grande,g randissimo bacio s.