24.6.11

Io, Tracy, lo Sciamano e il Pampero

Che Tracy Hogg sia stata una gran lettura l'ho già detto. In sintesi (qui) e approfonditamente (qui): ha rappresentato una bella dose di buon senso, durante il primo anno delLaPulce, uno dei tanti ingredienti utili che ho assorbito per dare manforte al mio stile di maternità.

Mi ha consentito di coniugare lo
stupore (come il libro di Stern) con la razionalità (e le esigenze quotidiane, per cui si adopra la mia funzione materna), le mie esigenze di spazio e tempo con le sue (ora loro) di riti e coccole.

L'ho riletto gli ultimi giorni prima della nascita delPulcino e fin dalle prime settimane mi ha consentito di vedere tutto in positivo. Di avere sempre la marcia in più da innestare (o scalare).

Poi, a un mese e mezzo, ilPulcino si è fatto la varicella. E' stato imbottito di antivirale (bene così, che la varicella poteva essere peggio) e con l'ultima "dose" si è rovesciato come un calzino.


Fine del sonno regolare e innocente, fine della sua allegria, fine dei sorrisi.
Rigurgiti ad ogni pasto, risvegli costanti, giorno e notte. Di notte fino a 30 volte.
Non era reflusso ma, probabilmente, intolleranza al lattosio (ossia anche al latte di mamma) - a cui ho accennato qui. Ha smesso di poppare. Poi ha ripreso. Il latte se n'è andato, poi è tornato (e io mi sono rifatta una montata lattea, con febbre e dolori). Ha smesso di crescere, poi ha ripreso (e quindi, per la sua pediatra, tutto bene) Il Pulcino ha ripreso più o meno (con il mio aiuto) una vita regolare.

Ovviamente, non la notte.

Mi sono lamentata, ho pianto, urlato e barcollato di stanchezza.
Mi sono ripresa, sfogata, data una
scrollata.
Ho portato comunque avanti tutti i progetti. Sono stata sostenuta e sostituita da MrWolf.

Ho provato a pensare a che cosa avrebbe fatto Tracy, a vedere se potevo fare qualcosa in maniera diversa. E mi sono accorta di non poter fare niente più di quello che stavo facendo (intervenire sull'addormentamento, accompagnare...).


A un certo punto, ho pensato: basta, mi arrendo. Ci vuole uno sciamano! Nell'attesa di trovarlo, incontrarlo o che faccia effetto, un bel giorno mi sono detta che ero ben stufa di pensare solo a questo e solo al fatto se stavo davvero facendo tutto bene o male. Mi sentivo sgretolare (per la stanchezza, l'impotenza, il dolore di vederlo stare così male). Per dirla come me la sono detta io, quel giorno, "ho voglia di una sbronza. E di una fuga. E di un Pampero. E di un'amica".
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Non potendomi dedicare all'alcol, per via della tetta, né rifugiare da un'amica, per via della distanza, mi sono costruita un rifugio mentale dentro "Quello che le mamme non dicono".

Leggo
Wonderland da sempre, non volevo solo ridere per le sue battute o per l'ironia con cui descrive le normali situazioni tragicomiche in cui ci si ritrova da mamme.

Volevo accoccolarmi sul divano di una donna che non ha timore di dire al posto tuo
"che palle, però", quando ci si ritrova l'occhio da Panda e non solo farti notare quanto sei forte, o fortunata, o che le cose difficili sono altre. Sticazzi.

Volevo un
abbraccio solidale per quando mi vedo allo specchio e penso "uh Dio, che roba, sembra che io abbia l'età della Stone (e lei, stronza, che abbia la mia!)", e anche una mano ferma che componesse per me il numero del parrucchiere e dell'estetista (che va bene lasciarsi andare, ma perseverare è diabolico).

Volevo
continuare a crescere come mamma (come fa lei, perché non importa quanto sei giovane o vecchia, la maternità a volte ti prende proprio di sorpresa) anche se ero stufa delle mie giornate.

Ho terminato il libro in 24 ore. Mi ha tenuto compagnia finché sono riuscita ad avere il weekend giusto per una tregua (e una passeggiata con l'amica L.) e, subito di seguito, un paio di telefonate con lei. Mi ha tolto la ruga sulla fronte fino a quando loro mi hanno fatto ridere e piangere dagli abbracci.

Perché è giusto accompagnare, essere genitori
patient e confident. ... ma a volte prendersi 15 minuti di libera uscita dal proprio cervello è priceless. Grazie, a tutte le amiche (anche quelle non citate) e a Wonder!

8 commenti:

  1. Anche per me è stato così leggere il suo libro, come avere un'amica che mi da una pacca sulla spalla.

    Bel post

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  2. ecco...a me basta dirti che sono felice di questa tregua, per il pampero immaginario e per questi stra-benedetti 15 minuti di libertà.
    dai, che ce la stai facendo (...)

    un bacio, paola

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  3. Io sono felice di sentirti così "in risalita". Di nuovo a galla a sentire il sapore del sale e il calore del sole. Ce la fai... dai!

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  4. Io ti aspetto al varco con il Pampero (vero) :) un abbraccio

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  5. Sei bravissima, provare a guardare ai problemi in maniera più distaccare, cercare una via d'uscita e non pensandoci rilassarsi, è la maniera migliore di uscire sani dall'allattamento.
    C'è chi riesce immergndosi totalmente in questo ruolo, perchè molti fattori confluiscono bene e l'esperienza è esaltante e chi invece dovendo affrontare alcuni problemi non riesce a vivere questo momento a detta di tutti speciale.
    I mie tre sono grandicelli e quel periodo lo ricocrdo appena e comunque sia andata sono vispi sani e il legame con loro è inevitabilmente sretto, coccole le avranno sempre e le hanno avute.
    Quel che voglio dire è evviva un pò di sollievo e spensieratezza sopratutto nei momenti critici.

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  6. Non so cosa dirti, se non che, con i figli più grandi, la fase "neonato" quasi non ci credi che l'hai attraversata. Ascolti le mamme che parlano di problemi di allattamento e addormentamento e coliche e ti chiedi perché ci arrovelliamo su cose che occupano così poco tempo nella vita dei nostri figli. A me sembra persino incredibile aver avuto a che fare con i pannolini (e li ho definitivamente archiviati "solo" 14 mesi fa).
    Non lo dico per fare la sborona, ma per cercare di farti coraggio: finisce prima di quanto tu creda.

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  7. @Owl: grazie. ci sono momenti in cui l'amicizia ci sembra una cosa necessaria come l'aria!

    @Paola: grazie Paola. i tuoi #daichecelafai sono il mio Pampero analcolico quotidiano!!

    @Bismama: grazie, Bis! che nostalgia del calore del sole!!

    @Lorenza: prima o poi fuggo davvero a prendermelo, il Pampero, a Milano :-D

    @Chiara: grazie. grazie di essere passata e di avermi lasciato questo segno. l'incoraggiamento di chi c'è passato e ti vede da "lontano" è uno dei balsami migliori per chi, troppo vicino al "problema", come me, rischia di vedere tutto sfocato. e di perdere la lucidità. grazie :-D

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  8. @Lanterna: ci credo, giuro, e so che non fai la sborona. io stessa, con la Pulce di 18 mesi e la pancia "abitata" mi dicevo che non mi sarei più fatta fregare dalle ansie per il latte e dai problemi di sonno. invece il destino e gli eventi mi hanno reso di nuovo "miope". quindi ben venga chi, anche solo da un metro più il là mi ricorda che si, passa e si, da lontano ci si rende conto che alla fine sono solo pochi giorni. durissimi, magari, ma non più di 365 (più o meno ;). grazie!!

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