28.7.11

da Genitori Crescono : mamma di femmina, mamma di maschio ...

Ecco quello che è stato il mio contrappunto di questo mese...

.”Com’è tranquilla, è che è femmina, vedrai, se avrai un maschio quanta fatica farai a ricorrerlo …”
.. “No, non preoccuparti, le femmine sono sempre iperattive, perché sono più intelligenti dei maschi; vedrai, se avrai un maschio, come sarà tontolone …”
.. “ah, che bello, una figlia femmina, quante cose potete dividere
.. “non puoi capire, com’è speciale il rapporto della mamma con il figlio maschio...”

Se non si fosse capito, ho qualche difficoltà con i commenti altrui … soprattutto quando sono così manichei: il buono da una parte, il brutto dall’altra.
E tu, comunque, non hai mai motivo di sbuffare o essere stanca perché sei la Mamma. Ahhh

E comunque, adesso ci sono tutti e due, la femmina e il maschio.
E sapete che c’è? Sono elettrici tutti e due. Lei corre, salta, parla (come faceva fin da principio) e lui… lui bè, le va dietro. A sei mesi gattonava, a sette ha iniziato a tirarsi in piedi e a lamentarsi con vigore perché non riesce a camminare. (Perchè, come ha scritto genialmente Supermambanana qui, “Nel magico shakeraggio dei cromosomi, i difetti di supermambanana e il mister si sono distribuiti fra la prole con impressionante equità.”)

E io?
Io certo, sono la mamma. E mi sono accorta di questo. Un figlio ti costringe a ripensare tutto di te, compreso il tuo essere donna e femmina. Un figlio, sia femmina o maschio.

Perchè la femmina, cammina come te, si sposta i capelli dalla fronte, sceglie con sua cura e suo gusto i vestiti che indosserà. E poi si “innamora” del papà, che è tuo marito. E quindi ti vuole allontanare … ma poi ti vuole assomigliare ed, infine, è pur sempre la tua cucciola (e ti salta in braccio, per l’ennesima ninnananna). E tu reggi, reggi la corda elastica tra di voi, lasciando che si formi la sua autonomia di donna – e che la formi anche su di te, per uguaglianza o contrapposizione – che si allontani e si avvicini, dandole fiducia. (E al mattino, ti trucchi un po’, ti vesti un po’ meglio, magari metti un tacco).

E poi c’è il maschio, che ti guarda con passione (la passione del primo anno, comunque), anche se, diciamolo ;-) , è chiaro che se ti trucchi ti ama un po’ di più … E poi si arrampica su papà, lo insegue, cerca la lotta. E tra le righe, si insinuano le immagini di un futuro non lontano in cui anche tra loro ci sarà una corda elastica, a segnare lontananza e vicinanza, contrapposizione e somiglianza.

Che fatica!
Accoglierli quando si avvicinano, per assomigliarti, e ingigantiscono i tuoi difetti e le cose che più ti imbarazzano.
Amarli quando si allontanano, per amare il diverso, l’opposto. Per flirtrare e dare forma alla propria identità sessuale.

Certo, femmina e maschio sono diversi. Ma la fatica del “metterli a fuoco”, del calibrare la giusta distanza, dell’accettarli e accoglierli … è uguale, o davvero molto simile.

Alla fine, tu sei sempre l’arco e loro sempre la freccia. Destinata ad andare lontano quanto la tua corda glielo consente … e speriamo di essere capaci a consentirglielo MOLTO!


chiudo i commenti e vi mando direttamente qui!

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