28.10.11

La mia pediatra, lo zio Berry e la sindrome del prosciutto

La sindrome del prosciutto è una fissa mia (peraltro non autorizzata da tutto il mio cervello, n.d.r.) che ho in testa fin dalle prime visite dellaPulce.

Per quanto bombata di ormoni, stanca e stravolta per l'avventura della maternità in cui ero finita con la sua nascita, c'era una frase che veniva costantemente ripetuta e che mi lasciava un po' interdetta. "Bene signora, ma che bello, altri 400 (250/300...) grammi! bene, continuiamo così". E via a farmi uscire.

Ora.
Di allattamento e della consapevolezza delle mie fortune (due bimbi in salute, di buon peso e buon appetito, pure simpatici) ne ho già parlato.
Questo post non vuole in nessun modo offendere chi ha avuto reali problemi di crescita o di alimentazione dei bimbi o esprimere giudizi sulla nobile professione del medico specializzato in pediatria. Anzi.

Il fatto però è che quella visita mi sembrava una buona occasione per un momento di confronto, a cui arrivavo con i miei dubbi e le mie conquiste. Di cose banali, per carità, normalissime. Aver osservato in che modo girava la testa ai suoi.
O se e come sorrideva.
O come cambiava il suo modo di parlare.
Come gattonava o camminava.
Se preferiva un cibo o un'altro...

Ma la visita si concentrava tutta sulla bilancia e in quelle parole. Fin dalla prima volta mi è venuto il dubbio che si stesse parlando di un prosciutto, e non di una persona.

Lo so, che non c'è tempo.
Lo so, che stava bene.
Lo so, che già grazie che la controllavano e contemporaneamente la guardavano pure.

Ma a me sarebbe servita una parola in più, uno scambio in cui convogliare piccoli sprazzi di quel tempo non-stop in cui l'osservavo e la crescevo. E crescevo io.

Mi consolavo con il Brazelton (detto ZioBerry da mammacattiva), ma non sempre ci si può rifugiare nei libri.

"perciò, anche se richiede spesso molto tempo, considero il primo incontro con i genitori la migliore opportunità di contatto con ogni nuova famiglia"

"so per esperienza che verrà un momento in cui i genitori, incontrati a casa loro o in visita da me, mi diranno "si ricorda quello che mi ha mostrato quel giorno? adesso lo fa. Glielo dico perché so che le interessa saperlo".
... "dopo tutti quegli anni si ricordava ancora che qualcuno aveva condiviso con lei l'arduo compito di comprendere il suo bambino".

Poi è arrivato il Pulcino. Se avete letto tra le righe (e non solo) delle lamentele degli ultimi post capirete che non ha /abbiamo (avuto) vita facile.

Eppure anche con lui la routine è stata (più o meno) "Bene signora, ma che bello, altri 400 (250/300..) grammi! bene, continuiamo così". E via a farmi uscire.
Solo che stavolta i segni "strani" ci sono, ci sono stati. E soprattutto io sono cresciuta (e stanca). E con la stanchezza diminuisce quella armatura di buoneducazionerestasedutabracciaconserteparlaabassavoce ecc (quell'assertività che mi manca).
Per cui: non mi alzo dalla sedia.
Non esco dalla stanza anche se la porta è aperta. Se mi fate uscire, rientro.
Si, sono proprio una scassaballe.

E' che non mi rassegno a pensare che quello che è più importante verificare sia (soltanto) quanto peso prende questo cucciolo d'uomo. Meglio: sono cosciente che ci sono casi e momenti in cui il dato crescita / peso diventa l'indicatore privilegiato per determinare o meno la sopravvivenza. Ma sono casi, eccezioni.

Il resto, sono mamme normali con figli più o meno normali. Che vanno accompagnati alla vita (e possibilmente tutti e due), non abbandonati (...mi astengo dai commenti).
Se vogliamo ridiscutere ruolo e futuro di famiglia, società e maternità, ebbene: io non sento la mia maternità (solo) in queste quotazioni in salita dei grammi.

Certo, magari vista così sembra un po' severa, ma credo molto nella maternità intesa come responsabilità di accompagnare queste nuove creature a vivere la vita che desiderano con leggerezza e serenità.
Serenità che viene anche dall'essere stati ascoltati e accolti anche quando andavano fuori dagli schemi (nel bene e nel male), senza gloria o condanna per nessuno. Solo una presa di coscienza,
però condivisa.

Allora preferisco un figlio più leggero ma di cui leggo le reazioni agli avvenimenti con fiducia e serenità, non un Pulcino che si contorce per ore da mesi con le coliche (o l'intolleranza al lattosio) o si sveglia 20/30 vole a notte e un pediatra che invece di parlare con me si trincera dietro la bilancia finché (finalmente mi viene da dire) oltre ai vari altri sintomi il Pulcino inizia a fare la cacca 5/6 volte al giorno è può finalmente entrare di diritto tra gli intolleranti al lattosio.

E questo ha aperto le porte del paradiso ... meglio ancora: la capacità di ascolto...

14 commenti:

  1. Non hai mai pensato di cambiare pediatra?

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  2. certo! ma non c'era più possibilità di cambiare...

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  3. Io la vicenda (del quanto pesa) l'ho vissuta al contrario, ossia in coincidenza con lo svezzamento (io ho allattato mOlto a lungo) nostra figlia cresceva regolarmente in altezza, poco pochissimo in peso per un certo periodo, e nessuno si poneva il dubbio che "fosse di costituzione" smilza come del resto il padre ecc. Già era allergica, già aveva la dermatite atopica, e per di più mettevano in dubbio che la crescita andasse bene, ma, appunto, nessuno si informava in realtà sulla suo sviluppo emotivo, conoscitivo, motorio ecc., tranne la mia ostetrica che ringrazierò fino alla morte per essermi sempre stata fianco a fianco, con una grande esperienza (quasi 40 anni ormai), lucida, simpatica, ironica, competente, sensibile. All'epoca eravamo in Germania (per fortuna senza parentado che era invece in Italia), e in più c'era la complicanza di una lingua straniera... Ma ce la siamo cavata abbastanza egregiamente, mi pare a posteriori. Ma devi fare appello a tutta la tua autostima per non farti annientare dai medici che spesso non hanno una visione d'insieme, tranne qualche medico illuminato che per fortuna abbiamo anche conosciuto nel tempo. Sull'allergia al latte vaccino potrei scrivere ancora di aneddoti e varie & eventuali, ma ho scritto troppo, mi fermo, ma l'argomento è una costante della nostra vita, quindi sono particolarmente sensibile :)

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  4. a volte cambiare pediatra non basta. Purtroppo la medicina non è matematica e l'ho provato sulla mia pelle. Il mio primo figlio cresceva bene, ma piangeva sempre notte e giorno. ASsolutamente andava tutto bene così (? per chi ? non per lui altrimenti non avrebbe pianto e non sicuramente per me) quindi niente aggiunta, se allatti al seno e cresce di x etti va tutto bene (?). Quando alla fine si è mangiato un bel pappone, finalmente, mi ha sorriso. Aveva quasi 7 mesi.

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  5. Confermo: il cambio di pediatra non basta, ci vorrebbe un cambio di mentalità (o anche la lotta armata, chissà). La nostra pediatra, detta Magò (nome omen), spara una serie di frasi fatte, una dopo l'altra, sempre uguali, sia che il bambino abbia 7 mesi che 2 anni e mezzo. Il tutto nel tempo record di 3 minuti (cronometrati). Non ascolta, non ha tempo, non le interessa. Tanto, come mi ha detto una volta, siamo solo mamme ansiose di bambini normali (fino al ricovero per broncospasmo per intolleranza al lattosio: lì, ammetto, l'ho vista corrucciata). Coraggio!

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  6. Io sono stata fortunata con il pediatra, un ragazzo giovane e preparato. Padre pure lui. Ci sentiamo sempre, anche adesso che vivo all'estero quando ho bisogno di un consiglio lo chiamo al telefono o gli scrivo una mail e posso tranquillamente parlare con lui. Quando ero in Eritrea era il mio punto di riferimento per le mie due bimbe, anche da lontano riusciva a suggerirmi cure e soluzioni.
    Carino il tuo blog, ho cominciato a seguirlo!

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  7. mia figlia aveva fame costantemente. Roba da allattare 18 ore su 24. Poi ovviamente aveva anche un sacco di coliche, ma del ciuccio non se ne faceva nulla, voleva proprio il latte e la prova che non mi ciucciava viva per sport ma per davvero e' che ha fatto piu' di un kg al mese per i primi 3 mesi di fila. Pediatra italiano che mi diceva: le imponga orari (e la bimba urlava per ore e ore dalla fame), pediatra francese che mi diceva di allattare a richiesta e che se mi stancavo troppo di passare alla formula, ma come se non credesse che davvero allattassi cosi' tante ore. Alla fine ho fatto di testa mia: dopo 3 mesi di mille ore di tetta al giorno sono passata al misto. Un giorno le ho dato solo formula per capire quanto bevesse:piu' di un litro. Ne ho parlato con un pediatra in pensione di settantanni che mi fa: sua figlia ha tanta fame, inizi pure a darle la mela e dal 1 giorno del quarto mese svezzi subito con passati di verdura, omogenizzati di carne e farine di cereali varie. E' cominciata finalmente una vita nuova, di notti da 8 ore di fila, niente piu coliche e orari di pranzo e cena regolari. Tuttora beve ancora parecchio latte (ormai le do quello di mucca) tra un pasto e l'altro ma quello che mi e' mancato nei primi 3 mesi e' stato un qualche medico che mi dicesse: signora, lo so che e' dura, tenga duro che sua figlia cresce bene e si vede che e' una mangiona. No, sempre quel fare che sembrava me lo inventassi di allattare 18 ore su 24 o che fossi scema ad allattarla anziche lasciarla li a urlare

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  8. quoto quotissimo. dal buongiorno all'arrivederci c'è in mezzo una pesate e tutto bene.
    Io ho avuto uan fortunata esperienza al consultorio di Asti dove c'è un inferiera professionale con un' esperienza di quasi trent'anni in reparto pediatrico che fa un po di consulenza, tiene anche una lezione al corso pre parto. se si va li lei pesa sì il pupo e lo misura, ma ti ascolta e ti dà quei suggerimenti e quei trucchetti che soprattutto al primo figlio sono una manna. Il consultorio almeno qui è snobbato dalle mamme italiane, 80% sono straniere o italiane a bassa scolarizzazione (scusate la classificazione sbrigativa ma è così) invece io lì ho trovato competenza e ascolto, oltre che " sapete già cosa fare avete solo bisogno di incoraggiamento ".
    Andate al consultorio provate - qui una volta a settimana c'è anche il pediatra ma non ci sono mai andata - magari trovate una Mariangela anche voi !

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  9. Questo post mi fa capire, ancora una volta, che fortuna che ho avuto col mio pediatra.
    E' abbastanza giovane (42 anni, credo), ha un sacco di bimbi e non ha idea di chi sia mia figlia, che sta abbastanza bene e non lo vede per mesi di fila. Però al termine della visita, se gli dico "vorrei chiederti una cosa", si siede e mi fa sedere ed è tutto orecchi, anche se è già l'una ed è in ritardo sulle visite di almeno un'ora.
    Quando non ci sono problemi "grossi" di salute cerca di fare discorsi di sano buonsenso ("io coi miei figli faccio così", oppure "non devi arrivare al limite, tuo o della famiglia, prima di cercare altre strade") e più di una volta, vedendomi corrucciata (era solo ansia da prime visite) mi ha chiesto: "tutto bene? perché qui ci occupiamo di bambini, ma anche la famiglia dei bambini è importante per la loro salute".

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  10. Purtroppo è radicata la convinzione che un figlio ben pasciuto sia un figlio ben accudito.
    Io, con una figlia sotto la curva del 3° percentile dalla nascita mi sono spesso sentita addosso degli sguardi accusatori. In pochissimi notavano che mia figlia era sì sotto al 3° percentile, ma stava bene.
    Dormiva, giocava, sorrideva anche a Satana.
    Come mi è stato detto una volta, i pediatri (e non solo loro aggiungo io) vanno educati. Educati da mamme che vanno oltre le tabelle peso/altezza, che vogliono risposte, che insinuano dubbi.
    Quindi il tuo essere rompiballe è un bene. Per te, per i tuoi figli e per i genitori e i bambini che arrivano dopo di te.
    Mi piace molto quando scrivi:
    Serenità che viene anche dall'essere stati ascoltati e accolti anche quando andavano fuori dagli schemi (nel bene e nel male)
    e mi piacerebbe poter approfondire questo "andare fuori dagli schemi", sia da parte nostra come genitori (anche lì, tante scelte fatte cercando di informarsi e prendere coscienza vengono interpretate come un voler essere alternativi ad ogni costo...) che da parte dei cuccioli.
    Scusa, son di corsa, e ho un sacco di pensieri che turbinano in testa...!

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  11. @mimangiolallergia tranquilla la tua competenza è tale che non scrivi mai troppo! anzi, grazie per la forza che emani sempre. penso che scriverò sul muro a fianco al letto "Ma devi fare appello a tutta la tua autostima per non farti annientare dai medici che spesso non hanno una visione d'insieme, tranne qualche medico illuminato che per fortuna abbiamo anche conosciuto nel tempo" (la mia autostima manca un po' di forza :-D)
    intanto davvero grazie, per il passaggio e per tutto il lavoro che fai sul blog! s.

    @My: grazie anche a te! in effetti ricordavo la tua vicenda, ed è stata anche quella, tra le altre cose, a rendermi più dura nell'insistere per uno svezzamento anticipato, perché, si, sono convinta anch'io che ogni tanto vada chiesto: "? per chi ? non per lui altrimenti non avrebbe pianto e non sicuramente per me"!

    grazie
    s.
    ps. ma quando scrivi? scrivi...


    @taomamma: magù è tutto un programma davvero! grazie anche a e e coraggio davvero, s.!

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  12. @destinazioneestero: grazie! mi piace sentire gli esempi felici, pediatri che addirittura rispondono alle email, wow! e cercherò presto di seguire il tuo blog, la tua vita ha delle pieghe che invidio molto ;-) a presto, s.

    @Valentina-vita daexpat: ecco, esattamente questo "signora, lo so che e' dura, tenga duro che sua figlia cresce bene e si vede che e' una mangiona. ". ogni tanto mi manca ancora adesso, il classico pat pat sulla spalla! grazie, comunque, la tua doppia e speculare esperienza è sempre interessantissima! s.

    @PENTAPATA: ecco, brava il CONSULTORIO! purtroppo con i mesi le cose sono cambiate ma i primi 5 in effetti riuscivo a passarci e la signora Giulia, come dicevo a Mr Wolf, era la salvezza più mia che del Pulcino: capace di tenermi un'ora a dirmi "passerà, vedrai che passerà". e io che stavo per dimenticarmela... si, i consultori possono essere veri casi di eccellenza!
    grazie di avermelo ricordato! e del passaggio!! s.

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  13. @girandolaprecaria: grazie anche a te per quello che aggiungi ""tutto bene? perché qui ci occupiamo di bambini, ma anche la famiglia dei bambini è importante per la loro salute". ".

    nelle mie notti insonni una delle cose a cuipensavo era proprio "ma a nessuno passa in testa che se la famiglia non regge, il bambino sta peggio?"
    Grazie, davvero! s.

    @tata: per fortuna che andavi di fretta! quanti spunti, belli, intensi! spero di ritrovarti. nel frattempo, davvero grazie del passaggio e dei complimenti, s.

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  14. Argh! Ho usato il mio nick! Ma Tata è Claudia (si, l'ex compagna di seconda elementare!!!)

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I tuoi commenti sono molto importanti per me, grazie per quello che scriverai!

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