28.4.11

Cose che mi dicono: scontro, confronto o conforto?

Non è un gran periodo. Il Pulcino è una delizia da vedere ma ci fa valicare tante difficoltà. Nel mentre, fioccano consigli e commenti.

- Stai allattando? Non sarà troppo?
- Chessarà mai se non dorme. Nessun bambino dorme.
- Il mio dorme 12 ore la notte e 3 ore per ogni riposino. Certo, so farlo riaddormentare.
- Il tuo latte è veleno per lui.

- Signora, si allatta fino ai 6 mesi.
- Sei negativa
- Soffre per le cure che hai fatto in gravidanza.
- Soffre per il parto.
- Soffre perché sei tesa.
- Non soffre è lei che non sa gestirseli.
- Non soffre è che non doveva fare due figli.

Io provo, tento, mi sforzo di mantenere un equilibrio. Per questo, scrivo. Per questo, proprio ieri, è stata pubblicata una piccola meditazione, sempre come appunti, su Genitori Crescono, dal titolo "consenso non cercare, confronto non temere".

21.4.11

Ricordi di questa primavera

Ci sono giorni si e giorni no, momenti buoni e altri in cui vedere tutto nero.

In questi giorni speravo di finire la terapia. Invece dobbiamo ancora tenere sotto controllo. Una piccola delusione, ma visto che non dimentico cos'è stato vivere senza vedere al 100% la mia vita ho deciso di appuntarmi le cose di cui davvero non posso fare a meno.


La sensazione del calore del sole e di una doccia calda

Il profumo dell'aria tiepida di primavera nella luce del crepuscolo e il torace di mio marito su cui appoggiarmi

Il sapore di una tazza calda e grande di caffè e del pane fresco

Il contatto sulla pelle di un bel paio di jeans e di un maglione di cashmere

Il rumore della risata di mia figlia mentre ci coccoliamo e il ciangottare di mio figlio che si scopre le mani

La consapevolezza di avere in borsa le chiavi della macchina e il netbook e di poter usare entrambi


Di questa primavera ricorderò questa canzone, che potete sentire qui, scritta da questi Iubal Folk qui e che dice:

Abbiamo faticato sotto il sole che scioglieva la tensione tra migliaia di persone

abbiamo condiviso il nostro mondo conosciuto altre culture ed osservato ogni colore
abbiamo costruito una valida proposta alternativa che prima o poi qualcuno applicherà

abbiamo innalzato una bandiera arcobaleno che nessuno in questo mondo strapperà


Una splendida ragazza messicana punta il dito verso il sole che accarezza il mondo intero
Così mi prende per la mano e inizia a correre veloce verso il monte che si erge verso il cielo
Ricordo che i suoi occhi si girarono verso me e mi chiesero facendomi parlare
le nostre storie si conobbero impararono ad amarsi e incominciarono perdendosi a ballare


Un ragazzo e una ragazza che vivevano distanti incominciarono col prendersi per mano

Sorridevano lontani dalla folla, lontani dalla musica su cui noi saltavamo

Lei prese la chitarra e incominciò a cantare una canzone che certo io non dimenticherò
"imagine imagine there's no countries, imagine all the people living life in peace"

E mentre il sogno continuava i nostri mondi si incrociarono e iniziarono a bussare le paure

chissà se ci incontreremo un'altra volta a lavorare sotto il sole, questo chi lo può sapere
cercavamo di scacciare la malinconia gridando una canzone e correndo verso il mare urlando "dai!" cercavamo di non perdere un secondo di non perdere l'occasione di distruggere le frontiere.

Per me è difficile cantare ciò che è stato è difficile voltarmi a osservare luce lontana

è difficile osservare le vecchie foto e immaginare che qualcuno forse mi ricorderà
è poi difficile affogare la malinconia in un letto un po' sudato oppure urlando forte rabbia verso Dio

è bellissimo pensare che in un giorno non lontano forse tutto questo mi riprenderà.

Frontiere

con la mente, anche, ad Arrigoni e al suo Restiamo umani.

14.4.11

la mia "grande" e la sua mamma-contenitore

La mia "grande" ha due anni.
La mia "grande" ha un fratellino di neanche cinque mesi che è stato e sta spesso male.
La mia "grande" ha un carattere solare, aperto, a tratti irresistibile.

Io ho molto pudore a dire che sono "mamma" e soprattutto a definire che "mamma" sono. Vado per tentativi, per ricerche, per dubbi, interrogativi e approssimative risposte. Incontro gli spigoli del mio carattere e mi abbatto. Poi mi ci incazzo. Poi mi arrendo. Poi mi riprendo e mi vinco.

Con tutto questo ambaradan che mi porto dietro, la mia "grande", ovvero laPulce, da brava dueenne rappresenta una bella sfida. Per tutte le cose belle, bellissime che è, perché è una bella persona, di compagnia e versatile. E per tutta la pazienza che ci vuole ad aiutarla a comprendere e a crescere il suo carattere. Soprattutto ora, soprattutto in queste circostanze.

"... è a mezza strada tra l'essere un lattante e l'essere un bambino. Spesso è impulsivo e incontrollato, e quello che vuole lo vuole immediatamente. Possiede ancora in scarsa misura la capacità di tollerare l'attesa o di comprendere il senso del tempo. Il bambino di due anni ha frequenti capricci e scoppi di collera. I suoi desideri sono ordini e può assumere l'atteggiamento esasperante di voler fare da padrone su tutta la famiglia"
Dina Rosenbluth Mio figlio ha 2 anni. Centro Tavistock di Psicologia Infantile.

Non so se l'ho mai scritto, ma secondo me (ok, sono di parte ;) ) - e nonostante i suoi due anni ;) - LaPulce è una bella persona, che sono contenta di avere l'opportunità di conoscere, ma è una persona tosta, per niente scontata, con cui occorre andare leggeri con le parole e le definizioni.

Per esempio: è "gelosa" del fratellino? è irritabile? è irrequieta?
Quando mi fanno queste domande, non so mai come rispondere. Vorrei raccontare per ore, e finisce che mormoro parole sconnesse.

Certo che è gelosa, ma è anche solare, anche contenta di avere un cucciolo che fa "squadra" con lei contro i due adulti, anche serena di lasciare andare "un po'" la mamma grazie al suo splendido rapporto con il papà. E' irritabile (e irritante), quando è stanca, quando io sono stanca, quando il Pulcino ci stanca, quando è malata. E' irrequieta, ma anche semplicemente una bimba.
Per questo non voglio rispondere a tutti quelli che mi fanno queste domande, forse con la speranza che io spari a zero sui suoi brutti comportamenti.

Voglio ricordarmi il suo essere a mezza strada, la sua necessità di aiuto.

"La maturità emotiva viene gradualmente conquistata attraverso il venire a patti con i conflitti tra l'amore e l'odio. Il bambino di due anni tenta spesso di affrontare questi conflitti, ma non possiamo attenderci ancora troppo da lui sotto questo punto di vista.
[...]
La violenza dei sentimenti che egli sperimenta ... è spesso per lui motivo di spavento. E' come se si sentisse posseduto da una forza interna non controllabile. Spesso, quando si trova in questa situazione, ha ancora più bisogno di aiuto e di simpatia che di restrizioni e punizioni. La madre può restare calma e parlargli in modo tranquillo o addirittura prenderlo per un po' in braccio, rassicurandolo in questo modo di essere capace di proteggerlo, mentre, lasciato a se stesso, può avere paura di andare in pezzi."
Dina Rosenbluth, cit.
Essere una mamma capace, anche se ha il suo piccolo in braccio, di inginocchiarsi per la "grande" (e farsi un versamento che dura da mesi !).
Essere una mamma che con il suo abbraccio tiene, contiene e mantiene il rapporto.
Essere un po' mamma e un po' contenitore, insomma.

E - come spesso accade - scrivo queste cose proprio per ricordare tutte le volte in cui al contenitore scappa il tappo, o non è di misura adatta. La perfezione, sempre, non riesce e non c'è.

Però posso lo stesso provare a tenere la mente e lo sguardo fisso sull'obiettivo.

7.4.11

Shopping terapeutico: chi mi da altri consigli?

Ci sono post che scrivo per riflettere.
Ci sono post che scrivo per sfogarmi.
Ci sono post che mi servono a comprendere un percorso fatto e a definire un mio nuovo atteggiamento.

Questo è un post per raccontarvi una cosa che mi è accaduta e per chiedervi un consiglio.
Quando, l'estate scorsa, dopo mesi che ero ipovedente, ho riiniziato a vedere, due cose mi sono apparse:
allo specchio, che ero orrenda.
nell'armadio, che non c'era niente, ma veramente niente di allegro da vedere.

Se mi conoscete dal vero, sapete che quello che racconto è vero.
Se mi conoscete online, siete libere di non crederci.
Il mio armadio aveva l'aspetto e la trascuratezza di un armadio di una suora di clausura (o di un novizio - con tutto il rispetto e senza pregiudizio, è solo una sorta di metafora). C'erano solo cose nere, o grigie, qualche raro blu o marrone. Nessuna fantasia.

Allora ho chiesto aiuto a Paola (che mi sta seguendo come una personal shopper), mi sono fatta un paio di giri da Caia e Mammafelice su Trashic e mi sono gettata nello shopping post puerperio.
Una terapia.
Tre missioni.

Non comprare nulla di grigio o nero. Nulla di "utile" o "indistruttibile". Solo cose per valorizzare la carnagione, i colori, le forme. Per scoprire un corpo, il mio, non solo scoprirlo. Per ritrovare la donna, oltre la lavoratrice, la compagna, l'intellettuale, la blogger, la mamma ...

La missione è appena cominciata, ma questo è già il bottino (già che ci sono, ho anche iniziato, qualche volta a mettere i tacchi - come si dice su Twitter #ètuttacolpadipaola). (Se mi conoscete da anni potete restare sorprese della quantità immane di cose comprate :-) )


Pensavo mi sarei schockata per la mia immagine.
O che mia figlia non mi avrebbe riconosciuta. E invece, lei se ne va tutta fiera a dire "scarpe mamma toc toc" (le scarpe di mia mamma fanno toc toc, che bello! - il tono è più che figata ma tralasciamo il turpiloquio).

Nessuno schok, allora: c'è ancora tanta strada da fare in compagnia di me stessa, il viaggio, a 1quanto pare è appena cominciato!) - mi sono persino lanciata su una camicia fantasia (vintage by Ferragamo) che mi ricorda, appunto, Paola.

E allora vi chiedo: se doveste clonare una cosa del vostro armadio per regalarla a una (ex) suora, che cose le dareste?

Quale colore, oggetto, firma, fantasia vi fa sentire più donne? (n.d.r. non ci sono limiti, basta che stiate sinceri, vale tutto, ognuna è donna come le pare!)
Dai, che così ho qualcosa da cercare come una matta su ebay e su cui sognare (questi ultimi tempi, davvero, non sono granché baciata dalla fortuna e sono un po' .... stanca)!

grazie...

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