Disclaimer
Questo post sarà
semiserio come si conviene adeguatamente ad un argomento così
scaramanticamente pericoloso come
il sonno dei (miei)
bambini.
Premessa
Ci tengo a precisare che la sottoscritta possiede
il bioritmo di un gufo: resisterebbe in piedi oltre la mezzanotte ma il mattino è disponibile a vendere i coperchi al diavolo purché le si conceda di ronfare fino alle 8. [
Annovero solo un periodo della mia vita in cui ero in grado di alzarmi alle 6 ed essere frizzante e contenta, ma stavo preparando la maturità (e probabilmente stava passando una cometa). Non credo si verificherà mai più una simile coincidenza astrale.]
Sottotitolo alla Premessa
MrWolf invece è un'allodola. Il Dna di chi è passato ai due (dico due) bambini?
Svolgimento
Nel mio rapporto con il sonno dei miei bambini ci sono
due epoche e tre periodi: epocaPulce, epocaPulcino, periodo pre Hogg, periodo Hogg, periodo Pantley.La Pulce.
Se fossi st...za vi direi che laPulce ha
sempre dormito ("
oh, cara, ma lei ha sempre dormito" - con la vocina). Ma: 1) non sono st...za(almeno non su questi post); 2) questo è (tutto sommato) un blog di servizio.
Periodo pre Hogg
LaPulce da brava poppante si è dichiarata disponibile a una tirata più lunga fin da subito. Ma perché imparasse a dormire fino alle 6 sono occorse tre coincidenze:
1) l'osservazione della mamma
2) l'intervento del papà
3) la fortuna e la capacità di osservare il bicchiere mezzo pieno
Mi spiego: solo osservandola e
scrivendo gli eventi essenziali delle nostre giornate ero riuscita a comprendere che il bagnetto la stendeva per tutta la notte.
Solo con
l'intervento del papà però sono riuscita ad allontanare la culla quel tanto perché non fossi IO a svegliarla (causa adrenalina balzavo ad ogni suo versetto per allattarla - fatto che avrebbe potuto innescare pericolose dinamiche). Inoltre per un bel periodo è stato il papà ad alzarsi per metterle il ciuccio o calmarla, fatto che
le ha insegnato a staccarsi dalla tetta nottetempo.Terzo, ovviamente la
fortuna: era brava. E noi (in particolare il papà) abbiamo sempre ben sopportato i successivi passaggi della storia (che hanno compreso notti completamente insonni per via dei denti, delle gastroenteriti, del cambio di letto, del cattivo tempo e dei temporali).
Salvo ovviamente, le sveglie alle 6 (per quanto mi riguarda).
Periodo post Hogg
Quando la Pulce aveva circa sei mesi
ho scoperto la Hogg (e definito mia figlia "da manuale" per riferimenti e blog che ne hanno scritto si legga qui). In coincidenza, avevo notato la scarsità dei pisolini diurni e mi sono "applicata" con dolcezza.
(per il metodo Hogg, vi mando a quanto ha scritto Serena
qui - periodo 0/6 mesi -
qui -dopo i 6 mesi - e
qui).
Poi la Pulce ha superato l'anno, i 18 mesi ed è andato tutto o quasi sempre meglio (tranne per il periodo della mia malattia, com'era ovvio pensare!).
Epoca Pulcino
Con ilPulcino (nato quando ero imbevuta di Hogg) sono partita subito in quarta - nonostante la stanchezza - con il metodo Hogg: scrivevo, osservavo, applicavo con dolcezza.
Tutto sembrava andare per il meglio: poppate ogni 3 ore, un paio di notti con poppate che saltavano. Certo, un miliardo e mezzo di coliche serali ma proseguivo imperterrita.
Poi l'ostacolo.
Varicella, intolleranza al lattosio,
risvegli con punte di 30 a notte.
Uno straccio. No, scusate: due stracci (MrWolf si spara circa il 70/75% delle notti).
Sapevo che il problema non era risolvibile con il "metodo" Hogg. E così
l'ho messo da parte,
pazientando (
e ringhiando contro chi diceva che "me lo meritavo" perché la Pulce era brava. Era brava ma ... va bé, ho già detto!).
Con lo svezzamento le cose sono migliorate, ma alcune abitudini sono rimaste (tipo la fatidica poppata alle 5.30 ammessa per sfinimento dopo l'ennesima notte terribile, tipo i pisolini scarsi, l'incapacità ad addormentarsi da solo...).
Ma ero troppo stanca per applicare il metodo Hogg.
Così arriviamo al..
PeriodoPantleyCon tanto scetticismo ho letto il libro di
Elizabeth Pantley "fai la nanna senza lacrime": la Hogg mi piaceva, ero convinta funzionasse, mi sentivo soltanto troppo affaticata per applicare il PickupPickdown.
E invece questo (ennesimo, hai ragione MrWolf!) libro è stato molto utile.
Non per il metodo, ma per l'atteggiamento. Elizabeth, in sostanza, suggerisce di "mantenere la rotta" accettando regressioni e incoraggiando i miglioramenti anche utilizzando metodi diversi (l'importante - ma perdonate il pessimo riassunto - è che passi il messaggio di dove si vuole andare a parare).
Suggerisce l'utilizzo di un diario di 10 giorni per notare i progressi.
Io non ho scritto ma mi sono fatta forza - che so - di persistere nel far raddoppiare lo scarno pisolino di mezz'ora del Pulcino anche ninnandolo se occorreva e
quando iniziavo ad osservare dei miglioramenti ero subito pronta a passare ad un metodo più "soft" (hoggiano, se vi piace) - dal ninnare all'accarezzare, al ciuccio, alla semplice carezza al .. niente.
In questo cammino, pian piano (di 10 giorni in 10 giorni si cresce parecchio!) è / siamo migliorati. Il Pulcino ha imparato ad addormentarsi da solo, a fare pisolini più lunghi.

E' rimasta la sveglia all'alba (albissima) per il biberon. Però dopo ha imparato a riaddormentarsi.
Qualche volta è un po' meno alba.
Qualcosa sta cambiando, qualcosa cambierà presto. Piano piano il rapporto con il sonno divena più facile anche per il Pulcino.
Insomma: i miei bimbi (e i miei libri) mi hanno insegnato che pian piano ce la si può fare.
Ci vuole un pizzico di fortuna, la voglia di andare assieme verso l'obiettivo, la capacità di modificare l'equilibrio ogni volta che si migliora un pochino.
E si,
un marito che collabora e tiene la rotta.Non solo.
Da parte mia ho anche imparato a dormire sul pomolo della ringhiera, proprio come Eta Beta.
Prima o poi mi piacerà anche alzarmi presto, vedrete!
(scherzo ovviamente ;) )