13.4.12

Tra cielo e sottoterra: un'anima e il ricordo di Don Piero

Osservando il carattere dei bambini rivelarsi nel loro sguardo,
invecchiando io stessa ogni giorno,
mentre colpi, ferite, pensieri, fatiche intagliano il blocco originario del mio essere,
pian piano dal masso iniziale fuoriesce la forma che da sempre, da dentro, la mia anima intendeva assumere, una forma che ancora non riconosco appieno,
un'immagine di cui mi pesa ogni solco, perché è ricavato dagli eventi.

Ripenso sempre con maggior affetto a quella bella teoria della ghianda raccontata dallo scomparso James Hillmann nel suo Codice dell'anima: arriviamo sulla terra con la missione di realizzare una storia, che però abbiamo dimenticato.
Ma in qualche modo la nostra anima va a cercarsi le condizioni per scrivere quella storia lì, proprio la sua. E alla fine di questa ricerca, vedremo il completamento dell'opera, in cui tutto assumerà, a suo modo, senso (per quello che ogni mamma, è - in questo senso - una mamma perfetta, ricordate?)

E' bello però, con i bambini così piccoli, scoprire che davvero ci sono degli attimi in cui l'anima fa capolino dagli occhi. Mi insegna a scoprire le finestrelle che si aprono nei miei. A notare quegli attimi che come fotogrammi segnano un punto all'interno di un capitolo di quella storia.

Il 2012 è un anno bisestile. Il che di solito non è mai esente da dolori e fratture.
Mi sembra che tutto si muova velocemente.
Forse sono solo sensibile ai segnali della crisi.
Forse percepisco troppe correnti che si muovo nel sottoterra sociale.
Forse penso troppo al lavoro e a tutti i correlati.
Già.

Ieri è mancato Don Piero Tubino, uno dei sacerdoti "della città" in cui sono nata.
Delle parole ascoltate, degli scambi avuti, uno è il più vivo di tutti. Ironicamente, una descrizione sulla necessità di cambiare l'acqua quando si pulisce il pavimento, per evitare di riportare lo sporco sul pavimento.
Un'attenzione minima.
Una passione per i particolari, anche gli ultimi.
Detta da una figura dritta, nobile, ricca, come ricche nella non ostentazione sanno essere certe figure genovesi. Una figura che apparteneva a una persona che ha saputo ascoltare il grido dei poveri. Sempre prima che arrivasse a tutti gli altri (per questo, forse, chiunque l'abbia conosciuto lo chiama profeta).

Ti dava la forza di piastrellare le strade che lui solo intuiva nel deserto.
Con urgenza.

Alla fine, non c'è nulla di male a vivere con passione e urgenza il nostro tempo. Dura così poco.
E alla fine la storia si compone.

Di nuovo Buona Pasqua di Rivoluzione a tutti.

6 commenti:

  1. Io l'ho conosciuto ma molto poco, proprio di vista.
    Conoscevo però il suo grande amico, Don Antonio Balletto.
    Anche per lui, penso si possano usare gli stessi aggettivi con cui hai descritto Don Piero: una figura dritta, nobile, ricca.
    Aggiungerei, un uomo innamorato dell'Uomo.
    E mi dico, ce ne fossero...

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  2. Claudia, le parole che aggiungi sono importanti! io però voglio essere fiduciosa: non resteremo senza profeti, basta saperli ascoltare. Speriamo ... un abbraccio!

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  3. Grazie. Sto cominciando a interpretare il mio percorso, a ritroso, indietro nel tempo e un disegno c'è, ne sono sicura ma è un disegno il cui mistero non sarà risolto se non alla fine a cui onestamente non ho il dovere di pensare. Ho piuttosto il dovere di vivere il presente e porre attenzione al durante cercando di rimanere aderente a quel blocco originario. Sempre felice di poter avere il privilegio di una relazione diretta con te.

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    1. Luisa, mi avevano interessato alcune tue osservazioni che ho letto su La margherita e il lappio. Mi piacerebbe, se ti va, poter accedere al tuo blog. Ciao.

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    2. Sono sempre molto sorpresa e lusingata quando qualcuno mi chiede l'accesso a un blog che sembra essere diventato riservato all'accesso. In realtà cara Pellegrina, per adesso, l'ho proprio chiuso e nessuno, tranne me, può accedervi. Ti confesso che spesso ho la tentazione di ricominciare ma ancora non mi sono decisa. Grazie cmq per questo tuo interesse. Ci troviamo cmq in rete. ciao! Luisa (grazie Silvietta per lo spazio di conversazione)

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  4. L'acqua va cambiata spessissimo, concordo. Le pulizie di Pasqua sono fondamentali per ribadirlo. Ciao.

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