16.9.12

Buon Rosh Hashanah e l'inserimento alla scuola dell'infanzia

No, non sono praticante di religione ebraica e no, non so fare i titoli per seo o similia. Ma ricordo con piacere gli auguri di inizio autunno di uno dei (faticosi) inizi d'autunno scorsi fatti dall'amica F. e mi sembra - quello del Rosh Hashanah - un buon augurio da tenersi stretto al cuore mentre le giornate si accorciano.

Ci si è messo anche l'Oroscopo di Internazionale a ricordarmelo ("Anche se non sei ebreo, Scorpione, stai entrando in una fase astrologica in cui sarebbe fantastico se ti facessi un esame di coscienza."). (Ah, no, non sono neanche scorpione e, no, questo post non intende neppure essere un esame di coscienza... ok, abbattetemi).

Insomma, siamo arrivati (mercoledì scorso) all'inserimento alla scuola dell'infanzia e per quanto io faccia finta di niente (o possa dirvi di aver scritto a tre mani un post sull'inserimento su GC), è comunque una bella tappa per laPulce (e per me).
"Andare alla scuola materna è la prima e più importante opportunità del bambino per imparare ad adattarsi al mondo esterno. Il bambino riuscirà ad imparare ad essere parte di un gruppo, a interpretare i segnali sociali, a conformarsi alle aspettative e alle regole degli aduli, a imparare le abitudini sociali dei bambini della sua stessa età e a sviluppare uno stile personale per fare nuovi amici e mantenerli. Le abilità specifiche e le acquisizioni accademiche avverrano in un secondo tempo. Ciò che il bambino impara sulla gestione di sé all'interno di un gruppo e sul fare fronte e gestire nuove situazioni durerà per sempre."
T. Berry Brazelton . il bambino da 0 a 3 anni.
E' evidentemente tempo: per quanto amata la tata e le sue coccole, per quanto invidiabile il tetris costruito (metà giornata con fratello dalla tata, metà giornata a casa, praticamente ormai sempre con mamma o papà), ha bisogno di nuovi stimoli, di nuovi ritmi, di ascolto non più totale e di prove.

Si è preparata (con noi): ha visitato la struttura, conosciuto le maestre, parlato con noi. Si è tolta il pannolino di notte (yawwnnnnn O.o - d'altra parte era una tappa "da bimbi grandi" ... per questo è da tre mesi che non lo vuole più...) e persino il ciuccio notturno ormai da più di sei mesi.
Osserva con avida curiosità le bambine più grandi al parco ...

Da parte nostra, siamo pronti e attrezzati alle burrasche di ritorno ("Il periodo di adattamento alla scuola può essere burrascoso. [...] Cercate di rendere la casa un'accogliente oasi di sicurezza e calore. Lasciate che il bambino si sfoghi a casa per bilanciare la pressione scolastica").

Da parte mia, ho sancito l'attrezzatura recuperando arti antiche per ricamarle il nome su tutto il corredo (scordiamoci di rifarlo per il matrimonio, eh?!) ma per quanto belle siano le cose che ho preparato per lei non saranno mai belle come le avventure che vivrà in questo suo percorso solitario o come gli amici che si farà né potranno proteggerla dalle amicizie che gli altri le negheranno o dalle delusioni che inevitabilmente avrà ("c’è un rischio da assumere nell’atto del donare, ma questo rischio è assolutamente necessario per negare l’uomo autosufficiente, l’uomo autarchico" (La Stampa, intervista ad Enzo Bianchi, "il vero dono non vuole la reciprocità")).

Ma d'altra parte, "Non c’è vera gioia senza gli altri" (Bianchi, cit.).

E quindi, buon inizio, buon Rosh Hashanah. Buoni primi passi "in solitaria", Pulce mia.

Io son qui, che mi attrezzo.

E per godere del lato magico della vita, stasera scrivo.
... mentre nel forno cuoce la torta colorata di Natalia (ché la magia non è mai abbastanza).




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